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La grande strada della nostra missione - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:57

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La grande strada della nostra missione

Pubblichiamo un saggio inedito di Daisaku Ikeda del maggio 2003. In esso sono narrate alcune tappe della strada percorsa dalla Soka Gakkai, «il grande cammino dell’umanità che non conosce muri e confini»

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Pubblichiamo un saggio inedito di Daisaku Ikeda del maggio 2003. In esso sono narrate alcune tappe della strada percorsa dalla Soka Gakkai, «il grande cammino dell’umanità che non conosce muri e confini»

Sollevando fresche ondate di gioia,
vivrò ogni giorno fino in fondo
dedicando il mio intero essere
a questo nobile cammino.

«La strada della vita è la strada del progresso», affermava lo scrittore cinese Lu Xun (1881-1936). Tenendo a mente queste parole, avanziamo costantemente, senza arretrare di un solo passo!
Niente ci può ostacolare sul cammino del miglioramento personale. Piuttosto, noi ci apriamo una strada proprio in mezzo agli ostacoli, avanzando con energia ancora maggiore. Andare sempre avanti è la legge della vita.

Un giorno – dopo la storica cerimonia del 16 marzo 1958 in cui il testimone di kosen-rufu venne affidato ai giovani – il presidente Toda esclamò: «Vorrei correre per tutto il Giappone sulla portantina che voi giovani avete costruito per me!». Un’altra volta, raccontandomi un sogno nel quale si recava in Messico, mi disse: «Daisaku, il vero palcoscenico delle tue attività è il mondo. Vai nel mondo in mia vece».
Dopo la fine della guerra Toda visitò ventuno prefetture, e io stesso ho ereditato la visione del mio maestro. Dopo essere diventato presidente della Soka Gakkai (3 maggio 1960), ho viaggiato in tutto il Giappone e mi sono recato persino a Okinawa, che si trovava ancora sotto l’amministrazione statunitense.
Se ricordo bene, dopo sette anni di presidenza avevo finalmente visitato tutte le quarantasette prefetture del Giappone.
Poi, il 2 ottobre 1960, con una fotografia del mio maestro nel taschino della giacca, intrapresi il mio primo viaggio all’estero per la pace nel mondo.
Nel 1974 visitai i due grandi paesi socialisti: L’Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese. A quel tempo fui criticato da molti che mi chiedevano perché mai mi recassi in paesi che rifiutavano la religione.
Risposi semplicemente: «Perché là ci sono degli esseri umani».
La strada che noi membri della SGI abbiamo inaugurato è il grande cammino dell’umanità che non conosce muri o confini.
A oggi (2003, n.d.r.) ho viaggiato in cinquantaquattro paesi e territori e in ognuno di essi ho aperto una strada per l’amicizia e la pace. Una volta aperta una strada, ci sarà un flusso eterno e ininterrotto.
Ho sempre pensato che di certo ci sarebbero stati giovani valorosi a seguire le mie orme. Per questo ho tracciato sentieri per kosen-rufu dove prima non ne esistevano, continuando a battermi e a sconfiggere i tre ostacoli e i quattro demoni, e i tre potenti nemici che erano apparsi esattamente come il Daishonin predice nei suoi scritti.
Il 3 maggio di quest’anno, con il meraviglioso paradiso del Pacifico, le Isole Cook, la nostra rete di pace e amicizia ha raggiunto 186 paesi e territori.
Il grande Lev Tolstoj (1828-1910), che continuò a lottare per la verità in mezzo alle persecuzioni, nonostante la scomunica da parte della Chiesa ortodossa russa, scrisse: «In passato abbiamo visto persone di poca fede perseguitare persone di grande fede, e questo è vero ancora oggi. Ma quelle persecuzioni invece di indebolire la fede dei credenti l’hanno rafforzata; è stato così in passato ed è così anche oggi».
Noi della SGI abbiamo trionfato su tutto.

Abbiamo costruito una nuova Via della Seta degli scambi culturali ed educativi che oggi collega tutto il mondo a tantissimi livelli.
Attualmente in Malesia, a Kuala Lumpur e a Kwangju, nella Corea del Sud, è in corso un’esposizione delle mie fotografie, Dialogo con la natura: fotografie di Daisaku Ikeda, che verrà allestita anche a Kiev, alla fine del mese (maggio 2003).
C’è una fotografia in mostra che raffigura una strada di Windsor, in Inghilterra, che ha sempre suscitato un particolare interesse da parte dei visitatori.
Di certo quella strada che sembra estendersi all’infinito, fiancheggiata su entrambi i lati da una lussureggiante vegetazione, ha mosso qualcosa nei cuori delle persone che si sono sentite ispirate – così mi è stato riferito – a proseguire con coraggio e speranza sul cammino che avevano scelto.
Gli uccelli hanno le loro strade nel cielo e così anche i pesci nel mare. Allo stesso modo anche noi esseri umani abbiamo le nostre strade in questo mondo: la strada della verità e dell’integrità, la strada del coraggio e della speranza.
Fra l’altro, varie città in Brasile, Italia e Corea del Sud hanno reso onore ai primi tre presidenti intitolando varie strade in segno di riconoscimento del loro impegno per il bene e la giustizia.
Una di queste strade è a Itapevi, in Brasile; João Caramez, ex sindaco e attualmente deputato al parlamento di São Paulo, si è dato molto da fare affinché venisse dedicata una strada al presidente fondatore della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi, e a questo proposito ha dichiarato: «Chi difende apertamente la verità e la giustizia risulta sgradito alle persone corrotte che cercano di sovvertirle; per questo viene perseguitato e insultato. Ma alla fine verità e giustizia prevarranno sicuramente!».

Tutte le strade, grandi o piccole,
che percorriamo [per il bene della verità]
si trasformeranno in un cammino prezioso,
colmo di ricordi meravigliosi,
per le tre esistenze.

Anche di fronte a piogge battenti e venti sferzanti voi, cari compagni di fede, continuate a impegnarvi risoluti per kosen-rufu. Ogni coraggioso passo avanti compiuto oggi aprirà un sentiero dorato di eterna buona fortuna, un sentiero di gloria. Quanto è nobile la nostra vita di pionieri che aprono la strada! Siete persone degne del massimo rispetto. Sia il Sutra del Loto che Nichiren Daishonin hanno sempre parole di lode per coloro che praticano l’insegnamento corretto.
Nel Sutra del Loto è scritto: «Dovrebbe alzarsi e salutarla da lontano, mostrandole lo stesso rispetto che si mostrerebbe a un Budda» (cfr. SDL, 28, 440).
È proprio così che sarete considerati e lodati da tutti i Budda e i bodhisattva delle tre esistenze e delle dieci direzioni, ma gli ignoranti non sanno riconoscere la vostra grandezza a causa della loro mente distorta.
Giorno dopo giorno, i membri di tutto il Giappone che hanno ottenuto clamorose vittorie si riuniscono nella sede centrale della Soka Gakkai a Shinanomachi, Tokyo.
Quando sono passato in macchina davanti al Centro internazionale delle donne Soka, il 13 maggio, le donne della prefettura di Chiba stavano recitando Gongyo con entusiasmo.
Mentre passavamo lì davanti, mia moglie e io abbiamo recitato Daimoku per la loro felicità e benessere, e ho inviato loro un messaggio che, a quanto mi hanno riferito, è stato accolto con grande gioia.

Vivi la tua vita
impavido e risoluto,
avanza sempre su questa strada
senza curarti delle opinioni passeggere,
effimere come fumo.

In una delle sue lettere il Daishonin definisce se stesso come «la guida che conosce i passi e i burroni lungo la via» (Le spade del bene e del male, RSND, 1, 401). In altre parole, il Daishonin è la guida che sa quali sentieri sono aperti e quali bloccati. Il Daishonin è il grande leader che apre e ci guida sul cammino della felicità, verso la Buddità, e blocca il sentiero che conduce all’inferno.
I responsabili di kosen-rufu devono pregare con tutto il cuore, attingere tutta la loro saggezza e prendere l’iniziativa, con buon senso e coraggio, per aprire la strada della vittoria a tutti i membri. Come spesso vediamo nella società, la leggerezza e l’incoscienza di una singola persona possono avere conseguenze terribili. Anche nella vita e nel Buddismo, se vi fate sviare dalla trascuratezza e da una eccessiva fiducia in voi stessi, rotolerete lungo la china della sconfitta. Perciò è così importante che i responsabili si sforzino assiduamente e non si facciano ingannare da persone senza scrupoli, trascinando così i loro compagni su strade sbagliate.
Purtroppo, per quanto ci sforziamo di guidare i compagni di fede, ci sarà sempre qualcuno che devia dal sentiero corretto. In ultima analisi, la responsabilità è loro. Come afferma il Daishonin: «Se una persona costruisce una strada e qualcuno si perde su di essa, è forse colpa del costruttore?» (La scelta del tempo, RSND, 1, 480).
Nel lungo viaggio di kosen-rufu nessuna strada si aprirà senza sforzi. Se consideriamo gli scritti del Daishonin, vediamo chiaramente che dovremmo aspettarci di incontrare difficoltà. Ma noi abbiamo il Gohonzon e la Legge mistica, e il Daishonin afferma chiaramente: «Il carattere myo significa aprire» (Il Daimoku del Sutra del Loto, RSND, 1, 127).
I buddisti coraggiosi non si arrendono mai, non disperano mai e non giungono mai a un punto morto.
Una volta raggiunta la vetta di un grande risultato, prepariamoci a scalare la montagna successiva. Kosen-rufu è una battaglia continua per aprire nuove strade con lo sguardo sempre volto alla luminosa vetta della speranza.
Alla fine del 1957, quando la realizzazione dello scopo di 750.000 famiglie di praticanti era imminente, Toda mi disse: «Daisaku, voglio combattere altri sette anni, finché non saremo 2 milioni di famiglie».
Il mio maestro stava già pensando alla prossima sfida.
Una mattina di febbraio dell’anno successivo, tornato da Osaka, andai a salutare il presidente Toda ed egli mi comunicò che il nostro scopo era diventato di 3 milioni di famiglie. La lotta per realizzare kosen-rufu procedeva a una velocità vertiginosa nel cuore del mio maestro e io, come suo discepolo, ero stupito da questo poderoso impulso, ma più di tutto, ne ero felice!
Il mio giovane spirito combattivo si infiammò: «Sì, lo farò. Sono ancora più determinato. Sono il suo discepolo e realizzerò sicuramente questo obiettivo!».
Sorridendo Toda mi disse: «Che epoca meravigliosa sarà quando avremo dieci milioni di praticanti! Non vedo l’ora!». Questo era il sogno del mio maestro, che è diventato il sogno del discepolo.
Una vita dedita a un grande voto è davvero felice. Ogni giorno è una nuova partenza, ogni giorno è l’inizio di una nuova lotta, di una nuova sfida. E la coraggiosa determinazione di continuare a sforzarsi per raggiungere il proprio scopo, apre la strada alla vittoria eterna.

Il 19 maggio è il giorno in cui fu trascritto il Joju Gohnzon della sede centrale della Soka Gakkai, che reca l’iscrizione: “Per la realizzazione del grande desiderio di kosen-rufu attraverso la propagazione compassionevole della grande Legge”.
Un proverbio dice: “tutte le strade portano a Roma”. Similmente, tutti gli innumerevoli sentieri di kosen-rufu che noi apriamo “attraverso la propagazione compassionevole della grande Legge”, portano all’essere umano, anzi al trionfo dell’umanità.
Il cammino umanistico del Buddismo che «permette a tutti gli esseri viventi di raggiungere la Via del Budda» (Domande e risposte riguardo all’abbracciare il Sutra del Loto, RSND, 1, 52) è la strada che conduce alla cittadella eterna in cui si celebra l’umanità.

In perfetto accordo
con gli insegnamenti del Daishonin
percorrete con coraggio
questa strada,
la strada della vostra missione.

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