Attraverso il nostro esempio
di Claudia Mancinelli
Sono diventata mamma a ventisette anni e nel Lazio già si facevano riunioni giovani mamme. Mi sentivo un po’ disorientata a entrare nel Gruppo donne così giovane e l’esistenza di questi incontri mi tranquillizzava molto.
Mi dava una sorta di identità.
Quando è nata Mika, oltre a provare una profonda gioia, mi sono resa conto di quante difficoltà ci si trova ad affrontare con la maternità e quanto sia importante l’allenamento fatto nella Soka Gakkai per mantenere il centro e non perdere il legame con Sensei. Da giovane mamma spesso si ha poco tempo, si fa Daimoku tra un sonnellino e l’altro e lo stato vitale si deve alzare subito!
Il segreto per me è stato decidere che quei 5,10,15 minuti di Daimoku racchiudevano il più grande valore. L’importante è mantenere un ichinen saldo.
Appena ho iniziato questa nuova attività mi sono resa conto dell’importanza di creare una rete di amicizia tra tutte le giovani mamme: in alcune regioni già esistevano piccoli incontri ma in altre zone è un’attività tutta da inventare. La principale attività di noi mamme consiste nel crescere un essere umano attraverso il nostro esempio quotidiano e nell’approfondire le basi della fede. Tutto rimane inciso nella vita di nostro figlio, che altro non è che il futuro di kosen-rufu.
La missione di una mamma è fondamentale per far crescere successori capaci. A volte da sole è difficile, la stanchezza e i bisogni quotidiani ci fanno perdere la bussola, e qui entra in gioco la rete delle giovani mamme, pronta a sostenere senza giudizio ogni piccolo o grande momento di difficoltà.
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«Questo voto si trasmette da madre a figlia»
di Michela Rotella
Grazie ai miei bimbi, Sophie di nove anni e Filippo di undici mesi, ho potuto approfondire la mia fede. Loro sono un’importante spinta per la mia rivoluzione umana, che mi permette di crescere costantemente.
È uno scambio continuo tra noi: più divento felice io più lo diventano loro!
Con la nascita di Sophie nel 2010 decisi di creare l’attività giovani mamme nel mio hombu. Io e un’altra donna ci concentrammo sull’incontrare le altre giovani mamme, creando in questi anni una rete che tuttora si sostiene e incoraggia costantemente.
L’anno scorso è nato Filippo: durante la gravidanza ho recitato tanto Daimoku, ho approfondito il Gosho e due giovani mamme a cui avevo parlato di Buddismo hanno ricevuto il Gohonzon. Non potendo più spostarmi per fare attività di capitolo, l’anno scorso a casa mia abbiamo aperto un gruppo il mercoledì pomeriggio, che oggi è un meraviglioso gruppo di persone che lottano per diventare felici. Molte volte mi capita di sentirmi inadeguata come madre, ma ho capito che per quanto imperfetta possa sentirmi, io sono una discepola del presidente Ikeda che ha sempre mantenuto il voto di kosen-rufu al centro del suo cuore. Questo è il lascito più grande per i miei bimbi perché, come scrive la signora Kaneko: «Questo voto si trasmette da madre a figlia» (NR, 622, I).
Oggi più che mai determino di costruire, assieme alle mie compagne di fede, una rete di giovani mamme felici e vincenti, in prima fila accanto al nostro maestro.
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Il nostro quotidiano, la gioia più grande!
di Stefania Romanelli
La mia famiglia è la mia più grande realizzazione, il primo scenario nel quale ogni giorno svolgo la mia rivoluzione umana. Ho tre figli: Martina di quasi sedici anni, Gregorio di dieci e Pietro di ventuno mesi.
Grazie alla pratica buddista vivo l’interazione col mio compagno e i miei figli come fonte di continua crescita. Cerco di usare il mio quotidiano per fare esperienze e trasmettere agli altri quanto si può arricchire la nostra vita se teniamo ben saldo il Gohonzon al centro di essa e tanti buoni amici accanto a noi.
Ci sono giorni complicati nei quali soffro e mi arrabbio facilmente; giorni in cui tutto appare faticoso. Tuttavia persevero nella preghiera, sforzandomi con tutta me stessa di approfondire ogni giorno la mia fede, anche di un solo millimetro. In quell’istante tutto inizia a cambiare: le giornate si semplificano, le stesse cose non mi suscitano più impazienza, tutto fluisce. Non mollare e ripartire da me è la più grande risorsa che la pratica buddista mi ha dato.
Avevo nove anni quando mia madre ha iniziato a praticare e mi portava con sé ai meeting mamme. Ignara del valore che respiravo la vedevo esprimersi libera e tornare a casa leggera. Oggi che lei non c’è più, l’attività giovani mamme rappresenta per me l’occasione per ripagare il debito di gratitudine nei suoi confronti, perché, oltre a donarmi la vita, mi ha trasmesso la fede.
Desidero dare il massimo per tutte le giovani mamme d’Italia per fare del nostro quotidiano la nostra gioia più grande!Desidero dare il massimo per tutte le giovani mamme d’Italia per fare del nostro quotidiano la nostra gioia più grande!