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Il voto dei discepoli - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 03:06

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Il voto dei discepoli

Nell’esposizione della lezione di Katsuji Saito, Francesco Geracitano e Andrea Pugliese sottolineano l’importanza di far proprio il desiderio di Nichiren Daishonin di rendere felice ogni essere vivente

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Nell’esposizione della lezione di Katsuji Saito, Francesco Geracitano e Andrea Pugliese sottolineano l’importanza di far proprio il desiderio di Nichiren Daishonin di rendere felice ogni essere vivente

Il capitolo Il Daishonin adempie il suo voto e lo perpetua ai discepoli riassume l’intero Mondo del Gosho, perché puntualizza gli scopi essenziali del Buddismo di Nichiren.
Il Gosho analizzato in questo capitolo è Ripagare i debiti di gratitudine, scritto a Minobu nella fase terminale della vita di Nichiren. Questo scritto aveva lo scopo di ripagare il debito di gratitudine verso il suo primo maestro, Dozen-bo e Nichiren chiede ai preti Joken-bo e Gijo-bo di leggerlo sulla tomba dell’ex maestro. Tale azione doveva servire a trasferire i benefici ricevuti da Nichiren a Dozen-bo. Dozen-bo era stato un credente Nembutsu, non abbracciò fino in fondo il Buddismo di Nichiren, ma protesse l’ex discepolo quando questi proclamò il suo insegnamento.
Il concetto di gratitudine di Nichiren si basa sul concetto buddista di engi, o origine dipendente, secondo il quale tutto è correlato: un nostro cambiamento provoca un cambiamento negli altri e viceversa. Il concetto di engi e l’idea di ripagare i debiti di gratitudine presuppongono una grande consapevolezza. Ripagare i debiti di gratitudine significa in realtà ripagare il debito nei confronti di tutti gli esseri viventi; in altre parole è la pratica della compassione, la pratica di kosen-rufu. La decisione di ripagare i debiti di gratitudine verso i suoi genitori e verso tutti gli esseri viventi fu presa da Nichiren quando era ancora un bambino.
Il fatto che Nichiren abbia iniziato questo percorso nel suo villaggio corrisponde per noi al fatto di cominciare lo stesso percorso nella nostra realtà quotidiana. Nichiren ci ricorda sempre che abbiamo questa capacità grazie al potere della fede: siamo uguali a lui. Quando si fa emergere la vita del Budda, in noi nasce anche il desiderio di salvare gli altri. Di solito iniziamo a praticare il Buddismo per risolvere le nostre esigenze personali, ma poi allarghiamo gli scopi della nostra pratica a includere la felicità degli altri.
Il brano del Gosho: «Se la compassione di Nichiren è veramente grande, Nam-myoho renge kyo si diffonderà per diecimila anni e più, per tutta l’eternità, perché ha il benefico potere di aprire gli occhi di tutte le persone del Giappone e sbarrare la strada che conduce all’inferno di incessante sofferenza. I suoi benefici superano quelli di Dengyo e di T’ien-t’ai e anche quelli di Nagarjuna e Mahakashyapa. I benefici di cento anni di pratica nella terra della perfetta beatitudine non si possono paragonare ai benefici ottenuti in un solo giorno di pratica in questo mondo impuro. Duemila anni di propagazione nel Primo e nel Medio giorno della Legge sono inferiori a un’ora di propagazione nell’Ultimo giorno della Legge» (SND, 2, 216), corrisponde a un’affermazione rivoluzionaria.
Il voto di Nichiren è identico a quello di Shakyamuni. Si tratta di un punto cruciale di questa lettera. La Legge mistica è sempre esistita e sempre esisterà, anche se noi non ne siamo consapevoli. Però questa grande Legge può essere propagata solo dagli esseri umani. Tutti e due, la Legge mistica e le persone sono egualmente importanti, ma forse le persone sono ancora più importanti; non esiste altra religione che sottolinea in questo modo il valore degli esseri umani.
Nichiren avrebbe potuto scrivere: «Se la Legge è veramente grande» e invece ha scritto: «Se la compassione di Nichiren è veramente grande». Con questa affermazione mette al centro la compassione, ovvero sottolinea la centralità della persona.
Il presidente Ikeda ci spiega che un voto può essere definito tale solo se lo portiamo fino in fondo. Le persone che vivono mantenendo il loro voto sono felici e forti.
Possiamo riassumere il contenuto di questo capitolo in quattro punti: 1) formulare un grande voto e abbracciarlo per tutta la vita; 2) Nichiren dà l’esempio con la sua vita di comune mortale che attraversa una serie di difficoltà e persecuzioni; 3) Nichiren manifesta la sua condizione vitale nel Gohonzon; anche noi possiamo manifestare la sua stessa condizione vitale recitando di fronte al Gohonzon; 4) iscrivendo il Gohonzon il Daishonin apre la strada della Buddità a tutti gli esseri umani.
Questo voto in realtà non è terminato con la vita di Nichiren; è necessario che i suoi discepoli raccolgano questo voto e lo portino avanti. Non è sufficiente abbracciare le tre grandi Leggi segrete per ereditare questo voto: bisogna dedicarsi a kosen-rufu.
Senza questo desiderio non è possibile diventare felici. Un Budda non è tale senza senso di gratitudine: se non si prova gratitudine anche per le persone e le circostanze che ci fanno soffrire, non possiamo manifestare la nostra Buddità.

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