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Genova, nuovo centro culturale - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:57

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Genova, nuovo centro culturale

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Obiettivo raggiunto: la Liguria ha il suo nuovo Centro culturale. A giugno, con la firma del contratto d’affitto dell’ex cinema Venezia di Genova, è stata ufficializzata la notizia che tutti i membri della regione aspettavano da tanto tempo. Da quando, lasciando “l’ufficio” di piazza Rossetti, venne arrotolato il Gohonzon della Liguria. Un evento che ha provocato tante difficoltà per le attività dei membri, ma anche una gran voglia di lottare a suon di Nam-myoho-renge-kyo. Da quel momento, una lunga e ininterrotta catena di Daimoku ha coinvolto tutti i praticanti della regione. Moltissimi praticanti hanno realizzato esperienze personali (vedi box), alimentando un rinnovato spirito di itai doshin. Milioni di ore di Daimoku hanno sostenuto un comitato, appositamente costituito, con “compiti operativi” nella ricerca di un nuovo Centro culturale. Non erano molti i luoghi disponibili sufficientemente spaziosi, comodi da raggiungere con ogni mezzo, con ingresso autonomo. Ma, con la determinazione di tutti, alla fine si è vinto. La nuova casa dei buddisti liguri è un ex cinema, a pochi passi dal porto, luogo simbolo della città (e della Liguria tutta) e punto d’attracco per infinite storie. Punto di arrivo e di nuova partenza: sarà un caso? Una vittoria che apre un altro capitolo, se è vero che d’ora in poi c’è da lavorare per “arredare” al meglio il ritrovato centro. «Ringraziamo il Gohonzon per l’obiettivo raggiunto. Attiviamoci con tutti i mezzi per il nostro castello di kosen-rufu in Liguria». Questo è il proposito che da qualche giorno accomuna i membri che visitano il nuovo Centro culturale. Con questo spirito si punta a festeggiare tutti insieme, il prossimo 18 novembre, il settantacinquesimo anniversario della fondazione della Soka Gakkai nella nuova casa (pardon, castello) dell’area Liguria. Un centro che per quel giorno possa essere accogliente e ben attrezzato per far risuonare Nam-myoho-renge-kyo come il potente ruggito del leone.

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Uniti per vincere

«In tutto questo tempo – racconta Elisabetta Lodoli – ho cercato di recitare più Daimoku possibile insieme alle altre persone del comitato, compiendo poi le azioni necessarie per la soluzione dei problemi pratici che via via si presentavano. In particolare, il giorno della firma del contratto ero libera dal lavoro e ho potuto recitare molte ore di Daimoku. Mentre ero davanti al Gohonzon ho sentito una profonda gioia e nei giorni successivi si sono realizzate alcune cose che stavo aspettando da tempo». «Ci sono giorni che ti restano dentro – racconta Mario Chiapparo. Uno di questi fu quando chiudemmo il Gohonzon della Liguria. Ricordo tristezza, rabbia ma anche voglia di lottare in prima persona per riaprirlo. È stato necessario qualche anno per sviluppare la determinazione necessaria. Poi l’incontro con chi aveva maturato la stessa convinzione. Il successo è nato così. Al comitato non c’è stato bisogno di dire nulla, tutto era chiaro. Tutti i lunedi un’ora di Daimoku. Comunicazione continua e sostegno reciproco. Come un corpo unico. Come un solo cuore che pulsa. Così abbiamo vinto: uniti. Ora ci aspetta un altro tratto di strada da percorrere insieme. Per tagliare il nastro. Per poi ripartire ancora. Perché arrivare e ripartire fa parte della nostra storia».

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“Giornata dell’accoglienza” a Milano e Bologna

di Elisabetta Pintus e Donatella Placidi

Milano – Una giornata dell’accoglienza – al Centro culturale di Milano il 18 giugno – per rinnovare l’importanza che lo spirito dell’accoglienza e dell’offerta rivestono nella Soka Gakkai. Un Daimoku pieno di gratitudine per aver incontrato il Gohonzon ha dato l’avvio a un pomeriggio luminoso. Si è pregato con lo scopo comune di trovare un nuovo Centro culturale per Milano, capace di ospitare più persone di quello attuale e dare vita a nuove iniziative che adesso sono talvolta limitate per mancanza di spazio. Molte le iniziative proposte, tra cui la possibilità di ricevere un incoraggiamento personale, di formulare consigli per il miglioramento dell’attività, di aderire alle attività dei vari staff, di visitare la mostra fotografica I semi del cambiamento, di raccogliere su un libro brevi messaggi da spedire direttamente a Daisaku Ikeda. E per concludere, la proiezione dell’ultimo video del presidente della SGI.

Bologna – Dalle 9 fino alle 22, tanto è durata la prima “Giornata dell’offerta”, organizzata il 3 luglio, a Bologna. Numerosi gli staff che hanno partecipato, dedicando cura, tempo e attenzione per la riuscita dell’iniziativa. Numerose anche le attività proposte, quali la condivisione di esperienze, l’opportunità di ricevere consigli nella fede, di acquistare libri sul Buddismo o di rinnovare gli abbonamenti alle riviste, oltre alla proiezione dei video del presidente Ikeda, alla recitazione di Daimoku e Gongyo e alla possibilità di fare offerte. Mentre nel giardino sono stati allestiti spazi giochi per i bambini, spettacoli d’intrattenimento e tavoli con buffet. Alle 21, un breve concerto jazz e le canzoni del coro di Bologna. Come prima volta, la giornata ha creato tante occasioni di contatto, d’incoraggiamento e di riflessione.

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Una festa multietnica nel parco

di Maria Paparazzo

Per la prima volta il Centro culturale di Firenze, il 3 luglio, ha messo a disposizione i suoi spazi per un’attività non prettamente buddista. Nel suo parco si è svolta un’iniziativa del Quartiere 5 a supporto di alcune associazioni impegnate nel dialogo interculturale e nell’inserimento degli immigrati nella società italiana. Gli staff dell’Istituto Buddista hanno seguito da vicino lo svolgimento della festa, servendo frutta fresca agli ospiti. Sul palcoscenico allestito vicino all’anfiteatro, una serie di spettacoli proposti dalle diverse culture. La comunità filippina ha aperto con una danza popolare in abiti tradizionali, un’armonia di forme e colori realizzata da quattro splendide ragazze. È stata poi la volta della comunità cinese con una sonatina di Beethoven e un boogie-boogie interpretati alla tastiera da una bambina timida ma coraggiosa. La lunga e stretta ombra dei cipressi ha protetto il pubblico più accaldato dal sole estivo e “ma n’atu sole…” è stato intonato con voce sicura da un lirico pechinese. La comunità albanese ha poi regalato una ventata di allegria con canti popolari che hanno invitato tutti a danzare in tondo sul prato. Quello che ha lasciato nel cuore una giornata come questa, è la speranza di accettare e vivere nel quotidiano la diversità come uno dei doni più belli della nostra vita, una finestra sul mondo che siamo.

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A Viareggio si è discusso di donazione di organi

di Donella Posarelli

«L’approccio alla donazione di organi e la manifestazione del lutto nelle maggiori religioni del mondo». Attorno a questo tema l’Azienda Sanitaria di Viareggio ha organizzato, lo scorso 31 maggio, un incontro per medici e infermieri dipendenti. Al seminario hanno preso parte rappresentanti della religione cattolica, protestante, ortodossa, ebraica, musulmana e i testimoni di Geova. L’Istituto Buddista era presente con lo staff Sanità, che ha espresso il punto di vista del Buddismo su questa tematica. Al termine dei lavori, molte persone hanno chiesto materiale informativo sulla nostra organizzazione e sul modo in cui si svolge la nostra attività. Un’occasione per fare shakubuku che ha permesso ai partecipanti di conoscere i principi fondamentali del Buddismo di Nichiren Daishonin.

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Terza coppa di calcetto nel centro di Firenze

di Chiara Chiavacci

Domenica 26 giugno, al campo “Bologna” di Piazzale Michelangelo, a Firenze, si è svolta la terza edizione del triangolare di calcetto “Hombu Centro”. Le squadre dei capitoli Oltrarno, Perseo e Signoria, rispettivamente in maglia gialla, rossa e blu, si sono affrontate con la massima correttezza ma anche con grande spirito competitivo. La vittoria, per il terzo anno consecutivo, è andata al Capitolo Signoria, che si è quindi aggiudicato il trofeo.
Simone Fornai, uno degli organizzatori, ci racconta come è nata questa idea. «Dopo il 16 marzo del 2003, fra noi responsabili di capitolo (Simone Fornai, Mirco Ruffilli e Pieralberto Pierini, n.d.r.), è nata l’esigenza di frequentare più da vicino i giovani uomini dell’hombu Centro. Occorreva qualcosa di coinvolgente. E cosa può essere più coinvolgente di una sana partita di calcetto? Con una sportiva rivalità scandita a colpi di Daimoku? L’organizzazione non è stata difficile. Inizialmente abbiamo prenotato un campo, sparso la voce – bastavano 5 ragazzi di età qualsiasi – e cominciato a recitare Daimoku. A parte il caldo torrido la prima iniziativa fu un bel successo e quindi è stata ripetuta. Come volevasi dimostrare, dopo aver sudato insieme su un campo di calcetto abbiamo avuto modo di approfondire anche i legami di fede».
Grazie a un buonissimo livello di gioco e al supporto delle tifoserie, questo terzo incontro è passato all’insegna del divertimento, sia per i calciatori che per gli spettatori. È stata però anche una grande occasione per incontrarsi e parlare, per conoscere meglio persone che non si ha modo di vedere così spesso.

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A Roma incontro degli staff e non solo

di Laura Gilardi

Il 2 giugno si è tenuto un corso dedicato agli staff che con le loro attività sostengono i Centri culturali, articolato in recitazioni, racconti di esperienze, minizadankai e spettacoli. Un appuntamento festoso e importantissimo; per la prima volta dopo il corso di Trets del novembre 2004, tutti gli staff del Centro culturale di Roma e di Firenze si sono confrontati per migliorare ancora la collaborazione reciproca. Molti capitoli romani inoltre stanno organizzando incontri al Centro culturale anche per far conoscere la pratica a parenti e amici. Il 5 giugno hanno festeggiato i capitoli Alessandrino e Spartaco dell’area Sud di Roma. Lo slogan di uno di essi era “Liberi di dare”; uno spunto per riflettere sullo spirito dell’offerta. La risposta c’è stata ed è stata assolutamente generosa, dalle meravigliose esperienze al… gustoso buffet! Il messaggio è arrivato forte e chiaro: “offrire” conviene perché ci rende liberi, liberi di ricevere.

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Viterbo-Firenze, incontro sull’erba

di Sonia Pinto

È stata una domenica piena di emozioni quella che cinquanta membri di Viterbo e provincia hanno vissuto il 5 giugno scorso visitando il Centro culturale di Firenze. Accolti con calore ed entusiasmo dai “padroni di casa”, il programma prevedeva: una visita guidata della villa, Gongyo, Daimoku e, nel pomeriggio, complici il prato e la giornata di sole, piccole riunioni di discussione con la possibilità di conoscersi meglio. Sulla base del Gosho I due tipi di fede le riunioni sono state una grande occasione per fare il punto sulla pratica individuale di ognuno, con l’obiettivo di sviluppare sempre di più una “fede come l’acqua”. Prima della partenza, le parole entusiastiche di Asa Nakajima hanno trasmesso a tutti la voglia di ripetere altre esperienze simili, per sentire che non ci vuole poi molto a essere “diversi nel corpo ma uguali nella mente” e realizzare tutti insieme un mondo di pace.

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Kosen-rufu all’aria aperta

di Elisa Saviano

In uno splendido casolare nella campagna senese del comune di Trequanda, il 5 giugno si è svolta una giornata dedicata a kosen-rufu. L’idea è nata ad alcuni membri del Capitolo Val d’Orcia, intenzionati a condividere la gioia di Nam-myoho-renge-kyo con il più ampio numero di persone. Distesi sull’erba, membri, simpatizzanti e nuovi amici (quasi ottanta partecipanti) si sono confrontati e incoraggiati, ascoltando con interesse gli ospiti relatori, Graziella Aiello e Gianfranco Donatti, entrambi responsabili dell’area tosco-umbra, che hanno approfondito il principio buddista della “fede uguale vita quotidiana”. Dopo un breve ma intenso scambio di domande e risposte la giornata si è conclusa così come era iniziata, con un buffet offerto da tutti i membri partecipanti. «Sarà stato il profumo dei fiori – sono le parole di una partecipante – la dolce brezza che ci rinfrescava dalla calura o più semplicemente l’unione di spirito e intenti, ma resta il fatto che non abbiamo potuto evitare di notare la serenità sul viso dei presenti; questo ci fa sperare di essere ricordati come i promotori di una “serena giornata” tra amici desiderosi di condividere la gioia di vivere».

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Riunione dell’hombu Abruzzo-Molise

La pratica buddista e lo shakubuku. Questi gli argomenti affrontati nella giornata di domenica 12 giugno a Ferrazzano (in provincia di Campobasso), nella riunione dell’hombu Abruzzo-Molise, organizzata in un piccolo teatro. «Dare la possibilità a tutte le persone di diventare felici» è stato il filo conduttore degli interventi dell’incontro che ha visto la presenza del direttore Tamotsu Nakajima e Gino De Simone. La riunione è iniziata parlando dell’importanza di Gongyo e Daimoku, della pratica costante per sé e per gli altri. «Dedicarsi alla pratica, studiare e parlare di Buddismo non è difficile; la difficoltà è vivere con la giusta dedizione» ha detto Nakajima, incoraggiando i membri presenti a tornare al Daimoku recitandolo e insegnandolo agli altri con lo stesso cuore di Nichiren, cioè desiderando che tutte le persone siano felici. Alla fine degli interventi c’è stata una sezione aperta di domande e risposte, l’occasione per dare la possibilità a tutti di esprimersi liberamente, approfondendo i temi della riunione. I partecipanti sono tornati a casa entusiasti di aver condiviso questa giornata e determinati a una nuova partenza per la propria rivoluzione umana e per kosen-rufu.

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Le perle di villa Bellagio

di Umberto Marullo, Teresa Clausi e Sabrina Lama

A partire dallo slogan “senza egoismo offriamo le nostre Perle per creare armonia”, il 19 giugno, presso il Centro culturale di Firenze si è tenuto il terzo corso dello Staff Centralino, chiamato “gruppo Perla” dal presidente Ikeda il 13 giugno 2004. La partecipazione è stata numerosa e attiva. Scopo della giornata è stato anche quello di riunire gli staff che abitualmente collaborano per il benessere del Centro buddista di Firenze, insieme a una rappresentanza del gruppo Perla di Roma. Prendendo spunto dal Gosho La torre preziosa, Raffaella Tognetti e Massimo Priolo hanno incoraggiato i presenti soffermandosi sul concetto di “dedicarsi agli altri” (liberarsi del piccolo io) e perseguire un grande ideale. Si sono susseguite esperienze di vita, alternate a canzoni del coro e a uno spettacolo della compagnia teatrale “Perla”. Prossimo passo? Creare armonia e collaborazione con tutti i membri che contribuiscono a tenere vivo e accogliente il nostro Centro culturale.

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