Deprecated: Function strftime() is deprecated in /var/www/vhosts/ilnuovorinascimento.org/wp-dev.ilnuovorinascimento.org/site/wp-content/themes/nuovo-rinascimento/functions.php on line 220
Un cuore sempre giovane - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:57

333

Stampa

Un cuore sempre giovane

Se nei testi buddisti si parla spesso di persone ultracentenarie, «avere sessanta o settant’anni significa essere soltanto a metà strada nella maratona della vita» osserva Daisaku Ikeda, incoraggiando a usare quella fonte di miglioramento senza fine che è il Buddismo per mantenere uno spirito giovane a qualsiasi età

Dimensione del testo AA

Se nei testi buddisti si parla spesso di persone ultracentenarie, «avere sessanta o settant’anni significa essere soltanto a metà strada nella maratona della vita» osserva Daisaku Ikeda, incoraggiando a usare quella fonte di miglioramento senza fine che è il Buddismo per mantenere uno spirito giovane a qualsiasi età

Anzitutto vorrei esprimere alcune osservazioni riguardo al vincere sulle difficoltà.
Kosen-rufu è una lotta incessante contro le funzioni demoniache. Da giovane, per avere detto pubblicamente ciò che pensavo numerose volte, fui arrestato a Osaka per un crimine che non avevo commesso. È un fatto che negli annali della Soka Gakkai è ricordato come l’Incidente di Osaka, un complotto ordito dalle autorità, gelose e ostili alla dinamica crescita della Soka Gakkai, per distruggere il nostro movimento di persone comuni votate alla causa del bene.
[Il 3 luglio 1957 il presidente Ikeda, allora responsabile di staff della Divisione giovani fu arrestato con la falsa imputazione di aver violato le leggi elettorali. Il 25 gennaio 1962 al termine di un processo che durò più di quattro anni e mezzo fu completamente scagionato, n.d.t.].
Nel Gosho Il Sutra del Loto porta all’Illuminazione coloro che per la prima volta aspirano alla Strada (SND, 8, 3) si legge che il Giappone è un paese in cui i pensieri della gente sono pieni di gelosia. Nichiren scelse deliberatamente di nascere come persona comune in quel minuscolo e gretto stato insulare che è il Giappone. Sollevò contro di sé grandi persecuzioni, dimostrando di essere il devoto del Sutra del Loto e aprendo la strada all’Illuminazione di tutta l’umanità.
Anche la Soka Gakkai è nata fra le persone comuni e ha combattuto insieme a loro, per la loro felicità; nel perseguire questa nobile causa ha incontrato grandi persecuzioni e ha vinto. È una prova evidente che la Gakkai è un’organizzazione direttamente legata al Daishonin e in accordo con la volontà e il mandato del Budda. Non c’è onore più grande.

Un amore severo

Per vincere occorrono persone capaci. Toda attribuiva una grande importanza alle persone di talento e cercava costantemente persone promettenti, le allenava e le aiutava a sviluppare le loro migliori potenzialità. Riservava un allenamento particolarmente severo a coloro nei quali riponeva le maggiori aspettative, osservando attentamente le loro azioni e il loro comportamento senza trascurare il più piccolo dettaglio. Fu questo allenamento basato sull’”amore severo” del mio maestro che costruì le fondamenta per la grande fortezza di persone capaci della Gakkai. È un punto che non dobbiamo dimenticare.
Toda allenava le persone facendole partecipare a difficili imprese. Per esempio mi incaricò della Campagna di Osaka del 1956 che diede inizio alla tradizione del “Kansai sempre vittorioso”. Fu una lotta per trasformare l’impossibile in possibile ed egli mi mandò a guidarla.
Negli ultimi anni prima della sua morte avvertii acutamente il desiderio del mio maestro di coronare di vittoria il capitolo finale della sua vita. Penso che, con l’occhio rivolto al futuro, volesse anche vedere cosa ero capace di realizzare. Quindi fui obbligato a dare il massimo e vinsi. Lavorai senza sosta, deciso a riuscire, e conseguimmo una grandiosa vittoria della gente che rimase come fonte di ispirazione per le generazioni future.

Spirito di ricerca

Nel mondo della fede la vittoria è il frutto di un cuore puro, sincero e onesto e coloro che alla fine ottengono immensi benefici sono quelli che si sforzano assiduamente per kosen-rufu. Per esempio, la vita di coloro che hanno lo spirito di ricerca di arrivare un po’ prima alle riunioni per prendere un posto davanti tenderà a risplendere di vitalità. Può sembrare una cosa piccola ma questo tipo di entusiasmo è importante. È ciò che ci spinge nella direzione della vittoria, della buona fortuna e della salute. Naturalmente questo non significa che vi dovete sedere per forza in prima fila. Magari coloro che siedono negli ultimi posti hanno fatto sforzi frenetici per ritagliarsi il tempo di partecipare in una giornata molto impegnata o hanno fatto un lungo viaggio per arrivare e il loro spirito è altrettanto degno di lode. In altre parole, il punto è lo spirito di ricerca nei confronti della mistica Legge. Le famose parole del Daishonin: «È il cuore che è importante» (WND, 1000; nella traduzione italiana: «Solo la fede è realmente importante», SND, 4, 194) esprimono la quintessenza del Buddismo.
Nel mondo della fede non si va mai in pensione. Non si può mai dire: «Ho lavorato tanto e adesso posso permettermi di sedermi e rilassarmi». Fintanto che siamo vivi c’è sempre qualcosa che possiamo fare, qualcosa che possiamo lasciare come nostra eredità. Questo è il significato di una vita dedita alla creazione di valore. In varie scritture buddiste si parla di esseri umani che vivevano sino a centoventi anni. Sotto questa luce, avere sessanta o settant’anni significa essere soltanto a metà strada nella maratona della vita. Non permettiamo al nostro spirito di diventare vecchio. Vorrei che specialmente gli alti responsabili imprimessero questo punto nel loro cuore. Il Buddismo è una fonte di miglioramento infinito, possiamo continuare a risplendere di vitalità indipendentemente dall’età. La chiave è rimanere giovani nel cuore.
Avanziamo con spirito giovane, con coraggio e vigore senza limiti sul sentiero della salute e della vittoria.

Gli ostacoli fanno parte del raggiungimento della Buddità

Ricordando l’indomito spirito del nostro primo presidente Tsunesaburo Makiguchi, continuiamo a mantenere un’incrollabile convinzione nella fede. Riguardo alla diffusione della Legge mistica, Makiguchi disse: «Maggiori sono gli ostacoli, maggiore è la garanzia di conseguire la Buddità» e «Maggiore è l’odio che si incontra, più si moltiplicano i nostri benefici». Queste erano le profonde intuizioni di Makiguchi che prese fermamente posizione contro le autorità militariste e morì in carcere per difendere le sue convinzioni. Non c’è mai stato e non ci sarà mai un Budda che non incontra difficoltà. Solo lottando contro le difficoltà si può raggiungere la condizione vitale della Buddità. Questa è l’essenza del Buddismo. Makiguchi disse che «refutare l’offesa alla Legge protegge saldamente la propria vita. Al tempo stesso protegge lo spirito del Daishonin ed è la forza trainante di kosen-rufu». Queste parole esprimono la sua salda convinzione.
Vorrei ricordarvi anche alcuni insegnamenti del presidente Toda affinché possiate imprimerli dentro di voi: «In sintesi i problemi ci permettono di crescere e svilupparci; i malintenzionati e le persone cattive ci permettono di espandere ed elevare la nostra condizione vitale. Quando assumiamo questo punto di vista positivo possiamo condurre un’esistenza forte e piena di fiducia». È proprio così: ogni società e ogni organizzazione ha la sua parte di problemi e di persone disoneste e meschine. Nessun luogo è mai assolutamente perfetto. Ma sfidando i problemi che vanno affrontati e combattendo contro le persone malvagie e corrotte possiamo migliorarci diventando più forti e capaci. Toda ci esortava sempre a vivere coraggiosamente e a non essere mai codardi. Diceva: «Coloro che sanno soltanto vivere da codardi sono come le bestie. Sono ignobili e infelici. Invece chi vive con coraggio sta conducendo la più nobile e sublime delle esistenze. È una persona felice».
Cinquant’anni fa, nel maggio 1955, nella città di Otaru in Hok­kaido si tenne un dibattito religioso d’importanza storica che dimostrò inequivocabilmente la legittimità della causa della Soka Gakkai. Questo confronto faccia a faccia scaturì in risposta alla richiesta della scuola Nichiren di tenere un dibattito con la Nichiren Shoshu. I preti della Nichiren Shoshu evitarono la sfida e fu la Soka Gakkai ad affrontarla in loro vece. La notizia dell’imminente dibattito suscitò un diffuso interesse nell’opinione pubblica. Toda diede alla Divisione giovani e a me carta bianca per la conduzione del dibattito dicendo: «Daisaku, accetta questa sfida! Vai e vinci per noi!»
Qual era il punto focale per vincere il dibattito? Non riguardava l’argomento specifico della disputa; piuttosto Toda ci aveva esortato a lanciarci con coraggio all’offensiva, senza esitazione alcuna. Era essenziale andare all’attacco, puntualizzò. Noi della Gakkai dobbiamo sempre attaccare, dobbiamo sferrare una battaglia senza quartiere contro i nemici del Budda che cercano di ostacolare kosen-rufu. Toda ci ammonì severamente: «Se vi rivoltate contro la Gakkai vi taglierete fuori dalla strada della fortuna e dovrete soffrire vita dopo vita».
Toda ci chiamava spesso “lottatori” e diceva: «I lottatori sono le persone che ardono di spirito combattivo e di passione, che sono assolutamente decise a sbaragliare tutto ciò che fa soffrire le persone. Ci dev’essere una fiamma che brucia nel vostro cuore». Nella battaglia contro tutto ciò che fa soffrire le persone, Toda era estremamente aggressivo e allo stesso tempo aborriva del tutto la violenza fisica. A volte sembrava che le sue parole contraddicessero ciò che aveva detto in un’altra occasione e le persone rimanevano perplesse. Ma in realtà tutto ciò che diceva corrispondeva a verità. Le sue parole derivavano da una profonda compassione che rifiutava i compromessi con qualsiasi cosa o con chiunque arrecasse sofferenza alle persone.
Sin dalla mia giovinezza ho ingaggiato un’incessante battaglia verbale per amore della verità e della giustizia. A chiunque offendesse la Soka Gakkai per ignoranza o mancanza di comprensione dicevo con franchezza, indipendentemente da chi fossero: «È piuttosto infantile giudicare senza conoscere i fatti!». Le parole dette col cuore possono cambiare il modo di pensare della gente. Vorrei che voi della Divisione giovani portaste avanti ora più che mai questo spirito di battervi con l’arma della parola per affermare la verità.

Svilupparsi attraverso l’attività buddista

Toda era un esperto di esseri umani e aveva penetranti intuizioni sulla natura umana. Una volta commentò: «L’attività è importante per allenare persone capaci e per ringiovanire l’organizzazione».
Sembrerebbe che avere tanto tempo libero fosse la condizione ideale per crescere e svilupparsi e invece spesso è vero l’opposto. È difficile diventare persone capaci limitandosi a starsene tutto il giorno in ozio senza creare niente di valore. Le capacità e il carattere individuali si forgiano e si purificano nell’attività, affrontando una sfida dopo l’altra, e in questo senso le attività della Gakkai sono un mezzo ideale per far crescere persone capaci.
I giovani erano la speranza di Toda che una volta disse: «In futuro si potrà realizzare qualsiasi cosa, in Giappone o nel mondo, se ci saranno il sostegno totale e appassionato e l’approvazione dei giovani. Anzi, questo è il solo modo per realizzare grandi cose da ora in poi». Oggi anch’io sto cercando di creare un’epoca della gioventù perché l’unica rotta verso il futuro consiste nell’affidare ai giovani la missione di realizzare concretamente la nostra grandiosa impresa di kosen-rufu nel mondo. Le schiere di giovani su cui poter contare si sono ingrossate non soltanto in Giappone ma in tutto il mondo e questo mi rende molto felice.
«Le persone con poca forza vitale perdono con quelle che ne hanno tanta» faceva notare Toda. Recitare Daimoku ci permette di aumentare la nostra forza vitale; possiamo diventare sani, nel corpo e nella mente. Condividere con le altre persone il Buddismo del Daishonin e contribuire al progresso del movimento di kosen-rufu ci immette in un’orbita che porta alla crescita della nostra forza vitale. Le persone che hanno una vita in sintonia con questo ritmo sono forti. Per contro coloro che si allontanano dall’organizazione di kosen-rufu spesso diventano deboli. A volte esteriormente danno un’impressione di forza, si aggirano tutti tronfi e pieni di sé ma in realtà sono deboli. È tutta apparenza e quando s’imbattono in qualcuno che ha davvero carattere e spessore si ritirano intimiditi.
Toda disse anche: «Una nuova impresa ha inizio quando si riesce ad andare oltre i limiti di ciò che abbiamo realizzato in precedenza». Sono parole profondamente significative e spero che ci riflettiate bene. Vorrei che realizzaste qualcosa di grande, qualcosa di prezioso. Questo non significa che dovete sconsideratamente buttarvi a distruggere tutto ciò che i vostri predecessori hanno costruito fino a ora. I giovani hanno una tendenza all’estremismo ma è importante che vi sforziate sempre di mantenere un equilibrio.

Kosen-rufu è una battaglia contro le funzioni negative

Toda disse: «La grande impresa di kosen-rufu è una battaglia contro le funzioni demoniache e di fronte ai loro furiosi attacchi non possiamo rannicchiarci impauriti. Se permettiamo loro di sconfiggerci, l’umanità rimarrà per sempre avvolta nell’oscurità!». Kosen-rufu è una battaglia contro le funzioni demoniache. Per questo dobbiamo assolutamente vincere su di esse per potere creare un regno armonioso di pace e felicità. Non esiste battaglia per kosen-rufu senza attacchi delle funzioni demoniache. Il Daishonin afferma esplicitamente: «Questo mondo è il regno del Demone del sesto cielo» (Lettera ai fratelli, SND, 4, 108). Qual è la spada affilata, il mezzo decisivo che ci permette di sconfiggere queste funzioni? È il potere del Daimoku. Sconfiggere le funzioni demoniache e conquistarsi innumerevoli alleati per il nostro movimento: questa è davvero un’impresa colossale. Dobbiamo refutare gli insegnamenti malvagi e sconfiggerli completamente.
Noi ci battiamo contro le funzioni demoniache per diventare felici e conseguire la Buddità. Questa battaglia è la forza più potente e la strada più breve per raggiungere una condizione vitale che risplenda di eterni benefici. Toda si appellava a noi dicendo: «Combattete senza paura contro le funzioni demoniache! Stroncate sul nascere la loro malvagità! Non scendete mai a compromessi con loro!». L’unico modo di salvare il nostro pianeta è forgiare un sodalizio sempre più ampio di paladini del bene. E la base di questi sforzi risiede nella filosofia della rivoluzione umana. Toda ci ha lasciato anche queste severe istruzioni: «Qualsiasi responsabile che cerchi di usare la Soka Gakkai per i propri scopi personali o che, a giudizio di tutti i membri, crei gravi problemi agli altri, dovrebbe essere rimosso dalla propria carica». Era inflessibile su questo punto. Persone simili andavano immediatamente private della loro carica e, nei casi più seri, espulse dall’organizzazione.

Non darsi mai per vinti

Toda diceva: «La vera vittoria appartiene a chi vince alla fine» e anche «Senza combattimento la giustizia sarà sconfitta. La Soka Gakkai è nel giusto e quindi non possiamo permetterci di perdere. Dobbiamo vincere a ogni costo. Per questo è così importante combattere. I leoni si distinguono dal ruggito». Per quanto una causa sia buona e giusta se viene sconfitta non avrà esercitato alcun impatto concreto sulla società. Si può realizzare la giustizia soltanto vincendo.
Toda osservava acutamente: «Mai farsi influenzare dagli insulti e dalle accuse di qualsiasi tipo; sono come il latrato di cani randagi. Non fatevi sviare da simili bassezze. Camminate sul sentiero degli eroi, sul sentiero dei grandi. Ciò che stiamo affrontando adesso non è che una minuscola frazione degli ostacoli che incontrò il Daishonin del quale abbracciamo e sosteniamo gli insegnamenti». Avanziamo anche noi con la stessa indomita condizione interiore di Toda!
Vorrei adesso citarvi alcune parole di famosi personaggi di tutto il mondo, di grandi menti del passato e del presente e alcuni brani di grandi libri. Il sentiero di Soka consiste anche nell’imparare dalle varie culture del mondo, nello studio a vasto raggio, nell’attingere a nuove sorgenti di energia per la creazione di valore. Oggi sono presenti diversi membri indiani che vorrei salutare e ringraziare per il lungo viaggio che hanno compiuto. Il filosofo indiano Swami Vivekananda (1863-1902) dichiarò: «È la religione, che crea gli uomini, di cui abbiamo bisogno. È l’educazione, che crea gli uomini, di cui abbiamo bisogno». Far crescere le persone, sviluppare il carattere, è assolutamente fondamentale per creare un futuro luminoso. A questo scopo, sia la profonda spiritualità della religione che l’Illuminazione intellettuale dell’educazione sono essenziali.
Le parole dei saggi pensatori del passato possono riaffermare la correttezza del sentiero che stiamo percorrendo.
Ottanta anni fa il commediografo e poeta tedesco Ernst Toller (1893-1939) disse: «[La rivoluzione] attende dentro di voi, in ognuno di voi, i giovani!». Toller fu perseguitato per le sue coraggiose attività pacifiste e antinaziste e patì atroci sofferenze a causa della sua lotta per liberare il popolo dall’oppressione; tutto questo lo portò alla conclusione che non ci si può fidare di chi è al potere o detiene un’alta carica. I suoi ideali, decise, andavano lasciati in eredità ai giovani!
Oggi abbiamo con noi anche vari membri francesi fra cui il vicedirettore generale della SGI-France Frédéric Yoshio Chiba. Charles Baudelaire (1821-67) scrisse: «Che enorme perdita causa l’esitazione!» L’esitare, il vacillare sul fare qualcosa o meno, è di per sé un’enorme perdita. Fate ciò che va fatto con prontezza! Una volta che avete deciso cosa fare, traducete la vostra decisione in azione senza indugio. «O grazioso fiore di vittoria» scriveva Friedrich von Schiller nella sua opera La pulzella d’Orléans in cui si racconta la storia di Giovanna d’Arco. La vittoria è davvero bella. Facciamola sbocciare gloriosamente nella nostra vita. In un’altra opera teatrale Schiller espresse questa osservazione: «Giuriamo […] di non tremare davanti alla potenza dell’uomo» per quanto la potenza dell’uomo possa sembrare grande e forte, vista dalla prospettiva del lungo corso della storia, è una cosa effimera e transitoria. Ed è ancora più piccola e limitata se paragonata alla grande Legge mistica che pervade l’universo intero attraverso le tre esistenze di passato, presente e futuro. Noi abbracciamo la suprema Legge mistica e i Budda e le divinità celesti delle tre esistenze e delle dieci direzioni ci proteggono con vigore. Non abbiamo niente da temere dalle autorità meschine e dai potenti di oggi. Possiamo osservare con calma il loro operato dall’alto del nostro elevato piano spirituale.
Un famoso proverbio russo dice: «La verità è inviolabile». La verità è la verità e niente può cambiare questo fatto. Dobbiamo batterci risolutamente contro gli insidiosi tentativi di distorcere e celare la verità. Questo è l’orgoglioso sentiero della Soka Gakkai. E un altro proverbio russo recita: «La saggezza delle donne supera qualsiasi altro intelletto». La lucida saggezza delle donne ha giocato un ruolo immenso nell’aprire la via a kosen-rufu e far progredire il nostro movimento. La donne sono i pilastri centrali in tutte le attività della Soka Gakkai. Nessuno degli uomini della nostra organizzazione dovrebbe mancare loro di rispetto e trattarle in maniera arrogante. È un comportamento inaccettabile in quest’epoca. I responsabili di sesso maschile devono tenere profondamente a mente che kosen-rufu è progredito anzitutto grazie agli sforzi dei membri della Divisione donne e giovani donne e dunque apprezzarle, stimarle e lodarle quanto meritano. Facciamo sì che ognuno di noi uomini dimostri un supremo rispetto per le donne.
In un’opera che risale alla dinastia cinese Ming, Ch’uan-hsi lu (Istruzioni per la vita pratica) troviamo scritto: «La malattia più terribile che si possa contrarre nella vita è l’arroganza». L’arroganza è la malattia più grave che ci sia. Gli arroganti vengono sempre distrutti dalla loro stessa arroganza. L’arroganza è spaventosa, è una seria malattia dello spirito umano, la più pericolosa che ci sia. Questo vale per ogni aspetto della vita ma è qualcosa da sorvegliare attentamente specialmente nel mondo del Buddismo, nel mondo della fede. Non siate mai arroganti nei confronti della Soka Gakkai che avanza verso kosen-rufu in completo accordo con il Gosho. Non mancate mai di rispetto alla Soka Gakkai o ai suoi membri. I sutra e gli scritti del Daishonin affermano con chiarezza che simili persone arroganti e piene di disprezzo andranno incontro a severe retribuzioni. Anche l’antico poeta greco Omero diceva che le cattive azioni non prospereranno mai. È una verità senza tempo.

L’eterna ricerca di una felicità indistruttibile

Nichikan Shonin (1665-1726), famoso come grande restauratore del Buddismo di Nichiren Daishonin faceva notare che Shakyamuni aveva settantasei anni quando predicò il sedicesimo capitolo del Sutra del Loto, Durata della vita, che costituisce il cuore dell’insegnamento essenziale [il termine giapponese per “insegnamento essenziale” è honmon, che più correttamente d’ora in poi sarà tradotto con “insegnamento originale”; esso denota la seconda metà del Sutra del Loto, n.d.t.] nel quale si rivela il suo ottenimento dell’Illuminazione in un passato incalcolabilmente remoto. Quest’anno la Soka Gakkai compie settantacinque anni: sta cominciando la fase essenziale di kosen-rufu nel mondo; io ho settantasette anni e sono determinato a discutere gli insegnamenti buddisti con ancor maggiore profondità e ampiezza. Per questo sto progettando una nuova serie insieme ad alcuni membri della Divisione medici sul Seikyo shimbun dal titolo Vita e condizione umana.
Leone Tolstoj (1828-1910) osservava: «Fin dal lontano passato la mente umana ha ricercato per l’uomo una felicità di natura tale che né il conflitto fra gli esseri stessi, né la sofferenza, né la morte potessero distruggere. Tutto il progresso che l’umanità ha compiuto da quando è nata consiste nel mettere sempre più chiaramente in luce quale sia questa felicità dell’uomo, solida e indistruttibile dai conflitti, dalla sofferenza o dalla morte». Tutto l’umano progresso da tempo immemorabile, sta dicendo Tolstoj, alla fine è l’effetto della ricerca di uno stato di felicità assoluta che non possa essere distrutta dalla sofferenza o dalla morte. La Soka Gakkai sta aprendo un cammino spirituale all’avanguardia rispetto a questo tipo di ricerca.
Victor Hugo disse: «Un uomo in unità con la giustizia non teme la morte». Chi vive al fianco della Soka Gakkai, un’organizzazione dedita alla difesa del massimo bene, coronerà i suoi ultimi anni di totale e luminosa vittoria senza inutile timore della morte. Ne hanno dato prova concreta infiniti membri e per contro un destino pietoso attende coloro che non nutrono gratitudine per ciò che la Gakkai ha fatto per loro, che hanno abbandonato la fede e si sono rivoltati contro la nostra organizzazione. Scrive Nichiren Daishonin: «I benefici che si ottengono denunciando l’offesa alla Legge ci consentono di liberarci dall’illusione e dalle sofferenze dell’esistenza» (GZ, 68). Una vita dedicata alla battaglia contro il male e la corruzione sarà avvolta dai freschi venti di eternità, felicità, vero io e purezza. Fra l’altro sto accarezzando l’idea di iniziare prossimamente un nuovo dialogo proprio sul tema delle quattro nobili virtù del Budda.

Senza sforzo non c’è felicità

Molti anni fa (novembre 1973) incontrai René Dubos (1901-82), un microbiologo di fama mondiale, con cui il grande storico britannico Arnold Toynbee mi aveva raccomandato di parlare. In uno dei suoi scritti egli afferma: «La storia insegna che senza sforzo l’uomo va sicuramente incontro al deterioramento; l’uomo non può progredire senza sforzo». Senza sforzo ci deterioriamo. È un fatto indiscutibile, nessuno può diventare felice senza sforzarsi. Forse adesso state affrontando varie difficoltà ma proprio perché continuate a sforzarvi in mezzo ai problemi, per dolorosi che essi siano, siate certi che diventerete felici. Sforzo e felicità sono indivisibili. Con tale ferma convinzione spero che vi sforzerete coraggiosamente per kosen-rufu e avanzerete sul sentiero supremo della felicità. L’educatore giapponese Inazo Nitobe, che era amico di Makiguchi, diceva che «la fede è coraggio e il coraggio è fede». E scrisse anche che «l’allegria è segno di un’anima grande […] Nel pieno di una battaglia che colma di angoscia la persona mediocre, un’anima grande continua a mantenersi di buon umore».
Nessuna strategia è superiore a quella del Sutra del Loto, questa era la titanica convinzione del Daishonin. La strategia del Sutra del Loto è la forza essenziale che ci permette di vincere qualsiasi battaglia, sia per kosen-rufu che nella vita. E rappresenta anche la saggezza fondamentale che ci permette di sconfiggere i malvagi e i corrotti come Devadatta ai tempi di Shakyamuni. Il fedele discepolo Shijo Kingo uscì vittorioso da tante persecuzioni e prove; il Daishonin attribuì le ragioni del suo successo a tre fattori (nella Strategia del Sutra del Loto, SND, 4, 193). Il primo era la prudenza: non era mai sbadato, si preparava sempre in anticipo e agiva con cautela e saggezza. Il secondo era il coraggio e il terzo era la salda fede. È importante tirar fuori una fede forte e potente. Qual è la chiave per diventare esperti nella strategia del Sutra del Loto? Consiste nell’unire saldamente i nostri cuori con il cuore profondo del nostro maestro. Per questo il Daishonin scrive: «Se maestro e discepolo non sono in accordo, non possono realizzare nulla di grande» (I fiori e i semi, SND, 4, 34). La strategia del Sutra del Loto vive nello spirito di maestro e discepolo nella Soka Gakkai, un’organizzazione che ha un legame diretto con il Daishonin. Niente è più forte della strategia del Sutra del Loto in cui i cuori del maestro e del discepolo sono una cosa sola.
Durante l’incidente di Osaka, Toda dichiarò con passione: «È importante parlare apertamente e refutare ciò che va refutato. Se rimaniamo in silenzio il mondo accetterà come vere queste falsità. Lo spirito di shakubuku è incarnato dalle parole del Daishonin: “Qualsiasi cosa accada, non dovete farvi minimamente sviare nella fede. Dovreste ammonire ancor più forte [i nemici del Budda]” (GZ, 1090)». Toda diceva anche: «Non possiamo permettere che la giustizia venga battuta da un cumulo di bugie!». Proprio perché siamo uniti e rifiutiamo di farci sconfiggere, perché abbiamo lo spirito di shakubuku, di prendere l’offensiva, la Soka Gakkai è diventata un’organizzazione globale. Makiguchi e Toda, Toda e io abbiamo sempre trionfato grazie a questo potere senza pari di maestro e discepolo. Spero che tutti voi della Divisione giovani seguiate lo stesso cammino.
Il 19 maggio è l’anniversario dell’iscrizione del Joju Gohonzon per la Soka Gakkai (1951) sul quale leggiamo: «Per la realizzazione del grande desiderio di kosen-rufu attraverso la compassionevole propagazione della grande Legge». La vittoria della Soka Gakkai nel refutare l’errato e rivelare il vero è assicurata. Il Mahatma Gandhi (1869-1948), padre dell’indipendenza indiana, una volta disse: «Cos’è la fede se non si traduce in azione?» La fede non è astrazione. L’azione è la vera prova della fede. Apriamo la strada alla propagazione della grande Legge in tutto il mondo con energia ancor maggiore. Lavoriamo per approfondire l’onda di kosen-rufu fino all’infinito futuro condividendo compassionevolmente con gli altri il Buddismo del Daishonin. Decidiamo saldamente di scrivere insieme una brillante storia di vittoria rendendo il grande desiderio di kosen-rufu una realtà.

©ilnuovorinascimento.org – diritti riservati, riproduzione riservata