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Questa sono io - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:57

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    Questa sono io

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    Quando i miei genitori si sono separati dopo dieci anni di litigi avevo vent’anni e, per non stare o con l’uno o con l’altro, andai a vivere da sola, con il mio cane, col quale ho vissuto diciotto anni. Ho sofferto tantissimo di solitudine e lui era l’unico che mi aspettava a casa. È morto poco prima che ricevessi il Gohonzon.
    Non mi è mai piaciuta questa vita, e non mi sono mai piaciuta io, mi vedevo brutta e grassa.
    A ventun anni sono andata a vivere a Roma, perché non mi piaceva nemmeno la mia città, là avevo un lavoro, tanti amici, e una storia sentimentale per me molto importante, ma il mio lui è morto in un incidente stradale e con la morte nel cuore me ne sono tornata a Trieste, a casa mia. Da lì, ho iniziato a vivere in un mondo d’inferno infinito. Odiavo tutto, la vita, me stessa, e non avendo il coraggio di suicidarmi, ho cominciato a farmi del male. Mi sono ammalata di anoressia e bulimia.
    Tutto questo fino a cinque anni fa, quando sono andata alla mia prima riunione buddista, accompagnata dalla depressione, dagli attacchi di panico e da tante paure. Continuo a ripetere che ho iniziato a vivere a trentaquattro anni. Sono tornata a casa con il famoso libretto blu, e dal giorno dopo, come se si trattasse di vita o morte, ho cominciato a fare Gongyo e Daimoku. In questi cinque anni, non ho mai saltato Gongyo, e non ho vissuto un giorno senza recitare Daimoku. Non me lo permetto. Ho ricevuto il Gohonzon quattro anni fa e da subito sono diventata responsabile di gruppo e ho offerto la mia casa per l’attività buddista, cosa che faccio ancora oggi.
    Ho vinto sugli attacchi di panico, accettando di cantare nel coro per la riunione di Verona. Per me è stata una cosa pesantissima, a volte avevo fino a otto attacchi di panico al giorno, ero sfinita e mi sono trovata ad affrontare stazioni, treni e tanta gente, ma ero sul palco quel giorno a cantare piangendo di gioia.
    Le forti depressioni che hanno caratterizzato la mia vita per una ventina d’anni, sono sparite pian piano, recitando tanto e aiutando i miei compagni di fede. Ogni tanto ritornano ma mi ripeto che Nam-myoho- renge-kyo è come il ruggito di un leone, e che nessuna malattia sarà d’ostacolo alla mia vita.
    Per quanto riguarda invece i disturbi alimentari, è stata un po’ piu dura. Io ho mangiato e mi sono procurata il vomito per più di tredici anni, era una cosa che faceva parte di me, era un punirmi, uno sfogo, e pensavo durasse tutta la vita. Invece una notte piangendo schifata, ho avuto un guizzo di determinazione che non so descrivere, quello che nel Buddismo si chiama un cambiamento nel mio ichinen, cioè nel mio atteggiamento profondo in quell’istante verso la vita. Ho deciso di non farmi più del male e non ho più vomitato. Ora sono quattro anni che mangio in modo regolare. Con la gioia che si prova quando si inizia a praticare ne parlavo a tutti, e così due mie grandi amiche e mia sorella hanno ricevuto il Gohonzon e ora sono responsabili rispettivamente di settore e di gruppo. E mio padre ha già costruito tre altari buddisti!
    Avevo quattro grandi desideri: un lavoro che mi desse soddisfazione, un compagno dopo quindici anni di vita da single, un cane e una casa nuova con una terrazza dove mettere tanti fiori. E sono arrivati uno dietro l’altro. Adesso sono responsabile di due negozi di abbigliamento per bambini, e ho pregato tanto per realizzare kosen-rufu sul lavoro, che tutte e cinque le mie colleghe hanno conosciuto gli insegnamenti buddisti, una pratica regolarmente e un’altra recita Daimoku.
    Poi è arrivato Mauro, il mio compagno, separato con due bambini con il quale convivo da due anni, insieme al nostro cane di trenta chili, nella casa nuova con una grande terrazza piena di fiori. Mauro ha ricevuto il Gohonzon un mese fa, cosa per me impensabile perché la mia pratica buddista era stata per diverso tempo motivo di discussioni.
    In questi cinque anni, ho usato la “strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra”, cioè davanti a ogni problema ho sempre e anzitutto recitato Daimoku, mi sono impegnata nello studio del Buddismo, mi sono affidata totalmente al Gohonzon, senza mai arretrare. Ho sofferto tanto ma ne è valsa la pena. Perché finalmente vivo e non sopravvivo come una volta. So che mi aspettano ancora tante battaglie, ma non mi fanno paura, perché ho ritrovato Roberta e so che ce la farò.
    Voglio fare tante cose, ho tanti desideri nel cuore e il primo è quello di diventare mamma.

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