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Una vita intensa e piena - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:40

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Una vita intensa e piena

Prendendo spunto dall’esempio dello scalatore neozelandese Sir Edmund Hillary, il primo che raggiunse la cima dell’Everest, Ikeda ricorda che «una persona che intraprende sempre nuove imprese, indipendentemente dalla sua età anagrafica, sarà sempre capace di condurre una vita giovane»

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Prendendo spunto dall’esempio dello scalatore neozelandese Sir Edmund Hillary, il primo che raggiunse la cima dell’Everest, Ikeda ricorda che «una persona che intraprende sempre nuove imprese, indipendentemente dalla sua età anagrafica, sarà sempre capace di condurre una vita giovane»

Il Sutra del Loto afferma che dovremmo alzarci e salutare in lontananza la persona che abbraccia e sostiene questo sutra, mostrandole lo stesso rispetto che avremmo nei confronti di un Budda (vedi SDL, 28, 435). Il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda, credeva fermamente che se i responsabili rispettassero tutti i nostri membri come dei Budda, kosen-rufu avanzerebbe nel mondo in modo naturale. Offriamo, quindi, un caloroso applauso a tutti i nostri membri in visita, con lo spirito di accogliere dei Budda!
Il punto fondamentale nel Buddismo di Nichiren Daishonin è kosen-rufu. Ciò significa non solo recitare Nam-myoho-renge-kyo per sé, ma farlo conoscere alle persone di tutto il mondo. La Soka Gakkai ha superato ogni sorta di avversità e ostacolo per diffondere questa grande filosofia, tanto che oggi il nostro movimento è presente in centonovanta paesi. Dai tempi di Shakyamuni a ora, è un risultato senza precedenti nella storia del Buddismo.
Lo scrittore francese Victor Hugo (1802-85) disse: «Le grandi personalità hanno vissuto la loro vita con intensità e pienezza, concentrando in pochi anni più di quanto una persona comune possa fare nel corso di una vita intera. Un solo anno equivaleva, per loro, a un decennio o addirittura a una vita intera di un individuo qualunque». Questa descrizione si adatta perfettamente alla vita dei membri della Soka Gakkai. Siamo Bodhisattva della Terra dediti alla grande impresa di kosen-rufu e questo ci permette di condurre vite di incomparabile significato e valore. Ho lottato intenzionato a fare di ogni anno l’equivalente di un decennio o perfino di una vita intera. È il potere della Legge mistica che rende possibile tutto questo.
Il 3 maggio è il Capodanno della Soka Gakkai, giorno dal quale ogni anno ripartiamo per vivere vite dieci, anzi, cento volte più appaganti. Tutti voi che avanzate insieme alla Soka Gakkai siete nobili compagni di fede uniti da legami profondi e misteriosi.
Negli Stati Uniti, il Morehouse College, alma mater di Martin Luther King jr., ha designato il 3 maggio come “Giorno di maestro e discepolo”. A Taiwan, il ministro dell’Interno ha conferito ufficialmente alla Soka Gakkai locale il titolo di organizzazione sociale d’eccellenza per il tredicesimo anno consecutivo. A Singapore, i giovani della Soka Gakkai hanno ricevuto il Premio nazionale della gioventù, il massimo riconoscimento dedicato ai giovani e stanno riscuotendo ampie lodi e riconoscimenti nella società. Tutte le onorificenze raccolte dalla SGI nel mondo sono il frutto dell’eccezionale impegno dei nostri membri.
Recentemente, in Sud Corea sono iniziati i lavori per la scuola dell’infanzia Haengbog, basata sul metodo Soka e anche in Danimarca c’è un crescente apprezzamento nei confronti dei principi educativi Soka. Al momento sto conducendo un dialogo a distanza con Hans Henningsen, già direttore della nota scuola popolare superiore Askov di Danimarca. Fu proprio in questo paese che iniziai il mio cammino per kosen-rufu in Europa: è un paese meraviglioso, che ricordo con affetto.
Siano benvenuti anche ai membri arrivati dall’Oceania: la Soka Gakkai australiana ha inaugurato da poco un centro culturale a Perth, alla presenza di un ex primo ministro dell’Australia Occidentale.
Congratulazioni anche alla Soka Gakkai dello Sri Lanka, per la nomina del nuovo direttore generale, Ranjith Rupasinghe!

Migliorarsi e diventare ogni giorno più giovani

Ho sempre tenuto note dettagliate su ciò che Toda diceva, perché per me rappresentavano guide da tramandare ai posteri. In un’occasione egli disse: «È un compito fondamentale della Soka Gakkai crescere sempre persone di valore, individuando le più adatte a una determinata posizione. Non dimenticatelo mai».
Diceva anche: «L’unico modo per impedire che un’organizzazione ristagni è di infondergli nuova energia». Dobbiamo mantenere un’attenzione costante, in quanto responsabili, verso l’autocompiacimento, la presunzione e l’arroganza, sia in noi stessi sia negli altri responsabili; ciò che deve interessarci sinceramente sono i giovani e come farli crescere al meglio: queste erano le direttive di Toda, e io le ho seguite alla lettera, ecco perché la Gakkai ha ottenuto lo straordinario sviluppo odierno. L’unica strada da seguire sempre è quella dell’impegno costante per migliorare noi stessi. Nel momento in cui smettiamo di sforzarci in questo senso, ha inizio una parabola discendente.
Nel passato ci sono state persone che hanno raggiunto posizioni importanti nella società grazie al sostegno della Gakkai e poi l’hanno dimenticato e sono diventati schiavi della propria ambizione e avidità, finendo per tradire i loro compagni di fede. La sola cosa che possiamo fare con queste persone è di espellerle dal puro regno della fede di Soka. Non dobbiamo permettere che rimangano a far soffrire i membri sinceri; non sarebbe corretto nei confronti di questi ultimi. Lo spirito che emerge dalle scritture del Daishonin è di contrastare e allontanare chi minaccia di distruggere il Buddismo. Continuiamo a costruire una Gakkai dall’alto profilo etico, integra e saldamente unita nello spirito di “diversi corpi, stessa mente”.
Sir Edmund Hillary, l’alpinista neozelandese che, con lo sherpa Tenzing Norgay, fu il primo a scalare l’Everest, il picco più alto del mondo, dichiarò una volta: «Man mano che invecchio e le mie capacità fisiche diminuiscono, mi accorgo che emergono altre sfide, che assumono per me la stessa importanza». Una persona che intraprende sempre nuove imprese, indipendentemente dalla sua età anagrafica, sarà sempre capace di condurre una vita giovane. Così dovrebbe sempre essere la vita, in particolare per noi che abbracciamo Nam-myoho-renge-kyo, l’insegnamento supremo dell’eterna giovinezza e lunga vita. Scaliamo, quindi, le vette delle nostre vite e di kosen-rufu, armati della Legge mistica, ringiovanendo anno dopo anno, continuando a sfidarci con gioia e tenacia e conquistando vittoria dopo vittoria. Per inciso, sir Edmund mi ha inviato una copia autografata di un suo libro: sono le amicizie come questa con persone di tutto il mondo il mio più grande tesoro. Mi fa molto piacere che preziosi amici di questo tipo veglino sui nostri membri nei loro rispettivi paesi.
Ricevo regolarmente diversi resoconti da tutto il mondo, e recentemente ne ho ricevuto uno particolarmente gradito da una donna della prefettura di Toyama. È la storia di ciò che è successo quando una vice responsabile di capitolo della Divisione donne ha fatto visita a una signora che vive in un remoto paesino di montagna ai confini con la prefettura di Gifu, per parlare con lei di Buddismo.
Durante la loro conversazione, la donna ha raccontato alla responsabile il seguente episodio del suo passato. Pare che diversi decenni prima questa donna stesse viaggiando in treno col suo bambino alla volta di Nagoya. Sul treno faceva molto caldo e il bambino cominciò a piangere. A quel punto un giovanotto seduto vicino cominciò con delicatezza a fargli vento, poi, con un sorriso, offrì loro un cestino per il pranzo.
«Che ragazzo gentile – pensò la madre, colpita dalle sue premure – fa piacere pensare che al mondo esistano persone così meravigliose!». Al momento di salutarlo lei lo ringraziò e quel giovane gli porse un biglietto da visita, che riportava il suo nome: Daisaku Ikeda. Quell’evento le era rimasto impresso come se fosse successo il giorno prima e da poco era diventata membro della Soka Gakkai.
Quando contribuiamo a creare un legame tra una persona e il Buddismo, stiamo certi che alla fine fiorirà e porterà frutti. Come scrive il Daishonin: «I semi della Buddità germogliano in risposta alla causa esterna» (La proprietà del riso, WND, 1117, vedi anche SND, 7, 237).

L’elemento comune delle grandi dottrine

Sto conducendo un dialogo con Tu Weiming dell’Università di Harvard, uno dei massimi studiosi di filosofia cinese. Fra l’altro abbiamo affrontato l’argomento dei quattro grandi maestri dell’umanità: Shakyamuni, Confucio, Socrate e Gesù e abbiamo rilevato come tutti e quattro fossero stati oggetto di critiche feroci se non di aperte persecuzioni da parte dei loro contemporanei. Le loro vite furono un’infinita successione di difficoltà.
Le grandi personalità non hanno immediato riconoscimento, non funziona così: di solito chi lo ottiene facilmente non è veramente grande. Shakyamuni incontrò nove grandi prove, incorse nella gelosia e nel rancore di persone malvagie che misero in pericolo la sua vita. Confucio vagò in esilio per quattordici anni, mentre Socrate e Gesù furono condannati a morte come dei criminali. Perché, allora, nonostante ciò, questi personaggi sono tuttora venerati, a distanza di tanto tempo? Siamo arrivati alla conclusione che ciò è avvenuto perché i loro discepoli hanno combattuto con tenacia per sostenere i loro insegnamenti.
Anche Toda ha lottato instancabilmente per il suo maestro, Makiguchi, portando avanti le sue idee, e io ho fatto lo stesso con Toda. Questo significa essere un vero discepolo. Ciò che conta non sono i titoli o la posizione, ma avere uno spirito battagliero e agire. Chi possiede queste qualità è davvero ammirevole. Voglio che tutti voi siate veri discepoli. L’onore di dedicare la propria vita al sentiero di maestro e discepolo risplende per sempre, questa è l’essenza del Buddismo del Daishonin e della Legge mistica.
I maestri virtuosi e giusti che sostengono una nobile causa finiscono inevitabilmente per dover affrontare attacchi e persecuzioni. Makiguchi venne perseguitato, così come Toda e io stesso. Le avversità contraddistinguono chiaramente chi è un vero discepolo da chi non lo è. Nel passato ci sono stati massimi responsabili della Gakkai che hanno abbandonato la loro fede e, oltre settecento anni fa, anche cinque dei sei discepoli anziani del Daishonin dopo la sua morte ne tradirono gli insegnamenti; solo Nikko Shonin gli rimase fedele.
I discepoli deboli e codardi alla fine spariscono e solo i discepoli autentici continuano ad allenarsi e migliorarsi fino a diventare persone che incarnano lo stesso spirito e l’impegno del loro maestro, disposte a dare la loro vita per sostenerlo. Alla luce della storia, quest’epica lotta di maestro e discepolo è la chiave che ha permesso alle grandi dottrine e filosofie di durare nel tempo. Come terzo presidente, ho costruito la Soka Gakkai di oggi. La mia più grande vittoria è stata di aver dato ampio riconoscimento alla grandezza di Makiguchi e Toda perché venisse trasmessa ai posteri.
Tu Weiming ha citato un brano delle scritture del Daishonin che per lui ha un profondo significato e che vorrei dedicare a voi giovani, miei veri discepoli: «Non sono gli amici, bensì i nemici coloro che aiutano una persona a progredire» (Il comportamento del Budda, SND, 4, 54).

Incoraggiamento alle giovani madri

Come ha scritto Nichiren Daishonin: «Sebbene il sole e la luna possano cadere sulla Terra, sebbene il monte Sumeru possa ridursi in polvere, non esiste il minimo dubbio che una donna della tua devozione [che abbraccia il Sutra del Loto] otterrà la Buddità. Com’è incoraggiante! Com’è rassicurante!» (GZ, 1390). Le donne che continuano a praticare la Legge mistica diventeranno senz’altro felici. È garantito che godranno vite piene di grande fortuna. I Budda e bodhisattva dell’intero universo lodano e proteggono scrupolosamente le madri e le figlie di Soka.
Chiedo a tutti i responsabili delle Divisioni uomini e giovani uomini di tenere le donne in grande considerazione e di accordare loro il massimo rispetto e cortesia. Dovrebbe essere una cosa ovvia, ma la ripeto perché rimanga chiara anche in futuro.
Come si sentirebbe ferita una famiglia se dovesse venire a sapere che la propria figlia o madre è stata trattata con durezza! È assolutamente inaccettabile guardare le donne dall’alto in basso, rimproverarle o dar loro ordini. Se doveste vedere qualcuno che si comporta così, dovete immediatamente farglielo notare rimproverandolo severamente: questa è vera compassione, perché un tale comportamento deve essere corretto.
Toda si è dedicato molto alla crescita e allo sviluppo delle giovani madri, avvolgendole nella sua immensa compassione. Una volta diede questo consiglio: «Quando passate dalla Divisione giovani donne a quella delle donne, vi sposate e avete figli, può essere che improvvisamente vi troviate sommerse da nuovi compiti come tenere una casa o allevare un bambino. Ma non lasciarsi sconfiggere, continuando a svilupparsi con energia è segno di vera fede».
La fede è la facoltà essenziale per condurre la nostra vita, quindi non dobbiamo mai abbandonarla, qualsiasi cosa accada. Tutte voi, giovani madri, siete infinitamente preziose per noi. Vi prego di avanzare con forza, coraggio, saggezza e luminoso ottimismo.
Ai membri della Divisione giovani donne, Toda disse anche: «Chi dimostrerà alla prossima generazione che la Legge mistica è veritiera e porta immancabilmente benefici? Voi avete un ruolo immensamente importante». Toda comprendeva acutamente che la nobile missione delle giovani donne è di trasmettere l’essenza della fede da una generazione all’altra. Le apprezzava, s’impegnava in prima persona per guidare ognuna di loro e io ho seguito la sua stessa strada.
Le organizzazioni in cui le donne sono energicamente attive e possono dimostrare il loro pieno potenziale fioriscono. Valorizzare le donne è la chiave per la vittoria. Un uomo che le tratta con superiorità o le discrimina è assolutamente retrogrado.
Allo stesso modo, in una casa dove vivono figlie felici, si spalancano per tutti le porte della prosperità. Come disse lo stesso Daishonin: «Le donne aprono le porte» (GZ, 1566). Le attività delle giovani donne aprono le porte a speranza e vittoria sconfinate, così come al futuro di kosen-rufu. Non dobbiamo mai dimenticare questa regola aurea.
È per questo che attendo con immensa gioia l’imminente inaugurazione, il 3 maggio, del nuovo Centro Soka delle giovani donne, vicino alla sede centrale della Soka Gakkai a Shinanomachi, Tokyo. È un simbolo dell’eterna crescita e sviluppo della Gakkai. Io e mia moglie abbiamo pregato molto affinché ogni persona che frequenterà questo palazzo delle giovani donne Soka possa godere di ottima salute, fortuna e condurre vite pervase dalle nobili virtù di eternità, felicità, vero io e purezza.
Il filosofo francese Jean-Jacques Rousseau (1712-78) proclamò che le parole “giustizia” e “umanità” si addicono essenzialmente alla gente comune. Sono i membri che si impegnano con coraggio nella prima linea nel nostro movimento a manifestare con impareggiabile nobiltà lo spirito di giustizia e umanità.
I membri sono l’elemento più importante, non i responsabili, che anzi dovrebbero pensare sempre a loro, assicurandosi che siano in buona salute, felici e che stiano sperimentando la gioia assoluta della fede. Questa è la massima priorità.
Mia moglie e io recitiamo sinceramente al Gohonzon ogni giorno per i nostri compagni di fede in tutto il mondo, in particolare per la salute di coloro che tutti i giorni si assumono volontariamente il compito di consegnare il Seikyo Shimbun, per questi eroi senza corona che dimostrano la più sincera e fedele dedizione verso kosen-rufu. Ogni mattina, quando ricevo il Seikyo Shimbun, mi inchino a loro col mio cuore, con profondo rispetto e apprezzamento per il loro nobile impegno e il duro lavoro che svolgono. Congratulazioni anche per il cinquantacinquesimo anniversario del Seikyo Shimbun. Questo traguardo mi riempie di gioia.
Il Buddismo è un insegnamento di compassione. Più recitiamo davanti al Gohonzon e ci impegnamo per kosen-rufu, più dovremmo riuscire a rispettare gli altri, sentendo le loro sofferenze e problemi come se fossero nostri. Inoltre, chi si ricorda sempre di incoraggiare ed esprimere il proprio apprezzamento ai propri compagni di fede riuscirà a condurre vite piene di energia, ricche di crescita personale e appaganti.

Vigilare sul potere

L’autore francese Romain Rolland (1866-1944) osservò: «Non si dovrebbe aver fretta di dimenticare i tradimenti di ieri, per non dar loro un posto nel domani» e più oltre: «Non si dovrebbe dimenticare velocemente chi ieri ha rinnegato, perché ciò non fa altro che autorizzare altrettanto domani». La storia ci insegna che se si tollera un caso di tradimento, si è destinati a essere nuovamente traditi.
Nel Buddismo, i tentativi meschini di distruggere l’armoniosa unità dei credenti, da parte di ingrati che hanno abbandonato la fede, costituiscono una grave offesa. Dobbiamo affrontare apertamente questo tipo di azioni.
In passato ci sono stati diversi traditori che ci hanno slealmente pugnalato alla schiena. Il loro tratto comune era di essere codardi, facilmente intimoriti dalle minacce dei potenti, guidati da interessi personali e influenzabili dalle circostanze. Non ci si deve fidare assolutamente di responsabili di questo genere. L’unica soluzione è far crescere nuovi giovani, preparandoli bene.
Ho sempre guardato ai giovani, cercando di inaugurare un’epoca nuova per la Soka Gakkai, col desiderio di far crescere più giovani possibile, perché hanno una fede pura e lo spirito giusto per combattere con coraggio le ingiustizie e le malefatte.
Rolland ammonì anche: «L’importante è educare le persone politicamente, dando loro i mezzi per esercitare un controllo costante sui loro rappresentanti eletti». Questo è il vero fondamento su cui poggia la democrazia.
È un concetto molto simile a quello espresso da Toda: «Giovani, siate sempre molto vigili con chi governa!». I normali cittadini devono avere il coraggio di parlare apertamente e chiaramente, perché il potere ha qualcosa di potenzialmente insidioso. Se non lo teniamo sotto controllo e poi di conseguenza le persone soffrono, si va contro gli insegnamenti di Toda.
In chiusura, vorrei citarvi ancora alcune parole di Toda, come sempre nei miei pensieri. La relazione tra maestro e discepolo si esplica trionfando in assoluta unità di spirito e intenti. Dedicando le nostre vite al sentiero di maestro e discepolo, i nostri cuori saranno sempre gioiosi e sereni. Inoltre possiamo far crescere molti successori di valore, onorando i nostri ultimi anni con un grande trionfo.
Toda disse: «Dobbiamo lasciare dietro di noi un veritiero resoconto della nostra storia che sia ricordato anche fra un secolo». È con il suo stesso spirito che cerco di trasmettervi la vera storia del nostro movimento, in modo da lasciare una testimonianza precisa per le generazioni future.
Toda disse anche: «La Soka Gakkai, che sta lottando per kosen-rufu con lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”, è un’organizzazione che incarna l’armonia umana». E disse anche: «Perfino schiere di individui corrotti e malevoli non possono competere con la nostra ferrea unità». Questa è la Soka Gakkai che sperava noi avremmo costruito. A partire da oggi, ripartiamo per un magnifico nuovo viaggio verso un’altra vittoria e un ulteriore sviluppo, saldamente uniti ai nostri compagni di fede di tutto il mondo, puntando intanto al 3 maggio del nostro ottantesimo anniversario, nel 2010, e quindi al prossimo centesimo e centocinquantesimo anniversario (nel 2030 e 2080).

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