Un filosofo una volta ha osservato che senza la presenza di madri sagge, il mondo sarebbe un regno di eterna oscurità. Un poeta ha dichiarato che senza madri luminose, una cappa di oscurità spirituale calerebbe sulla nostra società. Un artista ha detto che senza il duro lavoro quotidiano delle madri, che c’infondono una meravigliosa musica di amore e compassione, il nostro mondo sarebbe desolato e arido come un deserto sconfinato. Uno scrittore di fama mondiale ha asserito che nessuno è più grande delle madri: né il leader della nazione più potente, né il personaggio più famoso possono uguagliare le parole, le azioni, la vitalità spirituale di una madre qualsiasi; nessuno è più nobile e grande, o conosce meglio l’essenza della vita.
Madri! Madri, acute e piene di intuito, dotate della capacità innata di spronare i padri all’azione. Madri col cuore di un Budda, che riescono ad avvolgere tra le lacrime anche il bambino più agitato in un caldo, compassionevole abbraccio. Ognuno dovrebbe riverire, rispettare e onorare al massimo queste madri. Chi non lo fa viene meno alla propria umanità: gli ingrati che tradiscono o calpestano l’amore puro e incondizionato e la devozione delle madri non meritano di essere chiamati umani.
L’eminente storico Arnold J. Toynbee (1889-1975), con cui ho condotto un dialogo, scrisse una volta parole piene di rabbia sulla tragedia cui assistette da giovane, durante la guerra greco-turca: «Questi ragazzi, sia greci che turchi, erano venuti al mondo grazie al parto doloroso delle loro madri e ora, dopo essere stati nutriti del loro amore, venivano presi per essere massacrati prima ancora di poter diventare uomini». Ogni giovane è il prodotto dell’amore di una madre, la cosa più preziosa sulla faccia della terra. Non dobbiamo tollerare questo male che li strappa alla vita, gettando nell’angoscia le loro madri. Fu questa fondamentale convinzione di Toynbee che animò la battaglia per la pace a cui si dedicò per tutta la vita.
Apprezzare le madri è il modo principale per esprimere concretamente il rispetto per la vita. Mia moglie e io desideriamo porgere le più sincere congratulazioni ed esprimere la nostra più profonda gratitudine alla Divisione donne in occasione del loro cinquantacinquesimo anniversario che cade il 10 giugno.
La storia della Divisione donne è la storia stessa della Soka Gakkai. La propagazione del Buddismo di Nichiren Daishonin, l’incremento del numero dei lettori del Seikyo Shimbun, lo sviluppo delle riunioni di discussione, la crescita di persone di valore e l’incessante progresso di kosen-rufu, niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza di loro. La splendida diffusione della Legge mistica in centonovanta paesi è interamente dovuta alle preghiere sincere e alle azioni coraggiose delle madri Soka.
Anche Nichiren Daishonin aveva la massima stima di sua madre. In una lettera alla monaca laica Sennichi, scrive: «Solo il Loto è il sutra della vera ricompensa che permette di ripagare il debito di gratitudine nei confronti di mia madre e ho fatto voto di far sì che tutte le donne possano recitare il Daimoku di questo sutra» (Il sutra della vera riconoscenza, WND, 931, vedi anche SND, 8, 110). La devozione che provava per sua madre era estesa a tutte le altre donne, e fu proprio il desiderio della loro felicità che lo spinse a insegnare e propagare la Legge mistica, che assicura la possibilità alle donne di conseguire l’Illuminazione.
Inoltre il Daishonin denunciò senza sosta gli insegnamenti errati che discriminavano e ingannavano le donne, rendendole infelici. Proprio a causa di ciò, venne inondato di calunnie e insulti, diventando bersaglio di odio e invidia inauditi, da parte di individui ignoranti e illusi e delle autorità corrotte. Scrive: «Poiché considerano un mortale nemico Nichiren che sta cercando di salvarle, queste donne si sono coalizzate per calunniarlo presso le autorità governative così che, dopo avermi fatto esiliare nella provincia di Izu, mi hanno esiliato ancora una volta nella provincia di Sado» (Il sutra della vera riconoscenza, SND, 8, 112-113). La stessa persecuzione toccò anche al Budda Shakyamuni, come dimostrano le nove grandi prove che dovette subire. Allo stesso modo, dal momento che la Soka Gakkai è un’organizzazione che si dedica a realizzare la volontà e il mandato del Budda, anche i suoi primi tre presidenti hanno incontrato persecuzioni per amore della Legge.
Gli scritti del Daishonin contengono molte guide e consigli riguardo questioni e problemi con cui si dovevano confrontare le donne. Nel Gosho troviamo ogni aspetto della condizione umana: malattie personali o di qualche componente della famiglia, la morte improvvisa di un figlio o la tristezza di non poter avere figli, le preoccupazioni causate da una suocera o dalla vecchiaia. Ma, qualsiasi sofferenza possiamo incontrare nella vita, il Buddismo insegna che “le illusioni e i desideri sono illuminazione” e che “le sofferenze di nascita e morte sono nirvana” (OTT, 173-74). Non importa quale sventura possa capitarci, la Legge eterna ci permette di diminuire la nostra retribuzione karmica e cambiare il veleno in medicina. Possiamo trasformare qualsiasi cosa e trovare una via d’uscita. Le donne che sostengono sinceramente la Legge mistica per tutta la vita non si ritroveranno mai infelici.
C’era una madre che il Daishonin chiamava, in segno di rispetto, la monaca laica Myoho (Legge mistica). Suo marito era morto e lei si era ritrovata da sola senza nessuno su cui poter contare. Sebbene fosse diffamata, insultata e perseguitata da chi le stava intorno a causa della sua fede, lei continuò imperterrita a condividere e diffondere coraggiosamente la Legge mistica. In una lettera indirizzata a questa credente dal cuore puro, il Daishonin spiega come la madre adottiva di Shakyamuni, la monaca Mahaprajapati, avesse ricevuto la predizione che un giorno sarebbe diventata un Budda chiamato Gioia per gli Occhi di tutti gli Esseri. Aggiunge poi con calde parole di lode: «Il nome di Budda Gioia per gli Occhi di tutti gli Esseri, non è un nome speciale, è il nome della monaca laica Myoho dei nostri giorni» (Risposta a Myoho Bikuni Gozen, SND, 8, 165).
In un’altra lettera indirizzata a Nichigen-nyo, moglie e compagna di fede di Shijo Kingo che seguì coraggiosamente il sentiero di maestro e discepolo, il Daishonin afferma: «Le donne che abbracciano questo sutra, non solo sono superiori a tutte le donne, ma eccellono su tutti gli uomini» (Unità fra marito e moglie, SND, 6, 125). Alla luce degli scritti del Daishonin, i membri della Divisione donne della Soka Gakkai sono superiori a tutti gli uomini, sono le donne più nobili del mondo, sono Budda guardati ovunque con gioia dalla gente.
Stiamo entrando in un’epoca nuova, nella quale le persone consapevoli di tutto il mondo, proprio come il Budda Molti Tesori che testimoniò la veridicità del Sutra del Loto, loderanno e approveranno le nostre madri Soka, osservando le loro attività con apprezzamento e ammirazione.
Josei Toda fece una volta una dichiarazione appassionata che sgorgava dal profondo del suo essere: «Quando tutte le madri saranno felici, allora avremo un mondo davvero pacifico». Impegniamoci per far sì che quel mondo diventi realtà! Insieme alla Divisione donne, e per la Divisione donne! Questo è il bene supremo che possiamo realizzare come esseri umani.
Prego per la gloria e l’eterna prosperità della nostra nobile Divisione donne, che riveste un’importanza primaria fra tutti i gruppi di donne del mondo.
Lunga vita alla Divisione donne; che tutti i suoi membri senza alcuna eccezione possano realizzare vittoria e felicità!
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