Insieme
abbiamo prosperato e vinto
in ogni vita
realizziamo la promessa
un inno alla vita.
Victor Hugo (1802-85) esclamò: «Non dimenticate il vostro ideale nobile e grandioso. Siate fedeli agli ideali. Poiché è lì che si trovano la libertà e la felicità».
Vivere una vita piena significa vivere dedicandosi a un grande voto.
Afferma una frase di Gosho: «Le azioni poste da noi comuni mortali in un giorno e una notte causano otto milioni e quattromila pensieri» (GZ, 823). Il cuore delle persone si lascia influenzare dalle circostanze esterne e cambia in modo vertiginoso; non esiste niente di così inaffidabile. Per questa ragione è necessario fare un voto. Colui che mantiene un voto e cerca di realizzarlo è una persona che vince vivendo un’esistenza completa, con forza, purezza e correttezza.
Specialmente coloro che hanno come voto la realizzazione di kosen-rufu attraverso le cause poste con il pensiero, la parola e l’azione, in altri termini gli amici Soka che praticano la Legge corretta, hanno lo stesso cuore del Budda e riescono a far emergere all’infinito, dal profondo del proprio essere, la saggezza e la forza del Budda.
Abbattendo le mura
del male
in eterno
promettiamo il canto di vittoria
guardando il maestro.
Nel Gosho Nichiren scrive: «Jogyo, gli dèi del Sole e della Luna e tutti gli altri ricevettero il fausto comando del Budda e giurarono di propagare il Sutra del Loto nell’Ultimo giorno della Legge» (SND, 7, 195).
L’anima del Sutra del Loto è il voto del discepolo che promette al proprio maestro di realizzare kosen-rufu.
Il 24 agosto 1947, all’età di diciannove anni, ho iniziato la grande battaglia in questa esistenza come diretto discepolo del maestro Josei Toda. Quest’anno ricorrono sessant’anni da allora.
Il Daishonin scrive: «Proprio come tutte le piante e gli alberi sorgono dalla terra, così tutti i vari insegnamenti del Budda vengono diffusi da persone» (SND, 7, 17). Il maestro è la terra fondamentale. Perciò io avevo consolidato la mia promessa di proteggere la cosa più importante: il maestro Toda. Questo significava proteggere la Soka Gakkai e quindi proteggere il Buddismo. Realizzare le idee del maestro Toda significava realizzare kosen-rufu. Il mio eterno onore sta nell’aver dedicato tutta la mia gioventù all’adempimento di questo voto.
Per noi,
che fin dal remoto passato
abbiamo fatto un voto,
le mareggiate di questa esistenza
sono benefici.
Il Daishonin affermava con tristezza: «Sebbene i miei discepoli abbiano già udito ciò, alcuni si sono impauriti al punto da abbandonare la loro fede di fronte a grandi e piccole persecuzioni» (SND, 4, 10) e inoltre: «Gli stupidi sono soliti dimenticare le loro promesse quando viene il momento cruciale» (SND, 1, 200).
Non importa quanto uno cerchi di giustificarsi, se tradisce il maestro, se tradisce i compagni di fede e abbandona il voto, vivrà un’esistenza di sconfitte. Scivolando per l’eternità in un’oscurità sempre più profonda, finirà col cadere nei cattivi sentieri della sofferenza, incapace di far fronte alla propria paura.
«Questo è il mio voto, e non lo romperò mai!» (SND, 1, 195).
Proprio come viene affermato a gran voce in questa frase del Gosho L’apertura degli occhi, la Soka Gakkai si è impegnata per il grande voto di kosen-rufu superando numerose persecuzioni, vincendo infine contro i tre potenti nemici. Tenendo alto l’onore di essere l’unica a portare avanti correttamente il Buddismo di Nichiren Daishonin, la Gakkai si è erta come “pilastro del Giappone”, “occhi del mondo” e come “grande vascello del genere umano”. Coloro che hanno abbandonato la fede tradendoci, adesso ci guardano con invidia e rimorso.
Il giorno che terminò la guerra, il 15 agosto 1945, le persone dotate di umanità fecero un giuramento: mai più ci sarà un’altra guerra, mai più le lacrime segneranno il viso delle madri, costruiremo un Giappone veramente pacifico che si guadagnerà la fiducia dell’Asia e del mondo intero.
Gli insegnamenti del maestro Toda comprendevano la via della pace, la via della cultura e la via dell’educazione proprio per realizzare il giuramento di quel giorno.
Nel mese di aprile di quest’anno, in occasione della cerimonia di apertura del rinnovato Centro culturale Ikeda brasiliano, un illustre ospite ha affermato: «La filosofia Soka ha come punto di origine l’incontro tra il presidente Toda e il professor Ikeda, e si è diffusa per tutti questi sessant’anni. La SGI, stimolando la solidarietà che trascende le etnie e le nazioni, sta portando avanti la più ammirevole fra le sacre opere: la costruzione della pace nel mondo intero».
Non esiste felicità più grande del vedere gli amici emersi dalla terra in tutto il mondo, che incidendo nei propri cuori il grande voto, vivendo nella realtà sociale di tutti i giorni, pieni di gioia portano alto il vessillo della speranza e dell’umanesimo.
Io sono un precursore. Anche oggi lotto per aprire la grande e gloriosa strada Soka di maestro e discepolo che un numero infinito di giovani a testa alta percorrerà.
Limpido e sereno
il principio della vittoria
sta nella non dualità di maestro e discepolo.