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Il Primo ministro cinese a colloquio con Ikeda - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 03:15

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Il Primo ministro cinese a colloquio con Ikeda

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Tokyo – Il 12 aprile il primo ministro cinese Wen Jiabao ha avuto un colloquio, durato circa mezz’ora, con il presidente della Sgi Daisaku Ikeda. All’incontro hanno preso parte anche il ministro degli Esteri cinese Li Zhaoxing e l’ambasciatore a Tokyo Wang Yi. Wen Jiabao aveva incontrato Ikeda per la prima volta nel 1992, nel corso di una visita in Giappone dell’allora presidente cinese Jiang Zemin.
Con questa visita il primo ministro ha voluto riconoscere gli sforzi del presidente della Sgi nel creare relazioni amichevoli fra le due nazioni, regalando a Ikeda un’opera calligrafica di propria mano: «Creare un nuovo cammino verso il futuro attraverso la compassione, assicurare buone relazioni con l’armonia». Wen Jiabao ha inoltre sottolineato di aver percepito un sincero desiderio da parte del popolo giapponese di stabilire una condizione di pace e amicizia fra i due paesi.
Da parte sua, Daisaku Ikeda, si è complimentato col primo ministro per un suo recente discorso – nel quale ha espresso il medesimo concetto – e per la chiara visione del futuro che gli ha ricordato quella di Zhou Enlai.
Al termine dell’incontro Wen ha espresso il desiderio di poter avere presto un’ulteriore, proficua possibilità di dialogo con Ikeda.

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La rivoluzione umana in musica

Il musicista brasiliano José Carlos Amaral Vieira ha realizzato due composizioni – intitolate Arise, the Sun of the Century e Nouvelle Revolution Humain – espressamente dedicate a Daisaku Ikeda, come fondatore dell’associazione concertistica Min-On. Il compositore sudamericano ha spiegato di aver scritto i due brani in segno di rispetto e ammirazione nei confronti del presidente della Sgi, sia per la sua filosofia della rivoluzione umana sia per aver valorizzato il rispetto nei confronti della vita.
La canzone Arise, the Sun of the Century, ispirata all’omonimo poema di Ikeda del 1987, è stata eseguita per la prima volta lo scorso dicembre a opera dell’Orchestra sinfonica dello stato di San Paolo. Il concerto, diretto da John Neschling è stato trasmesso dalla televisione nazionale.
Delle oltre 500 composizioni realizzate nel corso della sua carriera, José Carlos Amaral Vieira ne ha dedicate una decina a Ikeda. Fra queste: Sounds of Innovation, Song of Youth e Ode to Construction.

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Nasce il settore Soka Gakkai Romania

Il 18 febbraio è stato fondato il settore Soka Gakkai Romania, il cui responsabile Paolo Dall’Ara, milanese, ripercorre la storia dello sviluppo del movimento buddista in questo paese

di Paolo Dall’Ara

Come un po’ tutti i paesi dell’Est Europa, anche la Romania ha sofferto il ritardo nello sviluppo del movimento buddista a causa del precedente regime che ostacolava ogni iniziativa di questo tipo.
Il presidente Ikeda aveva visitato la Romania nel 1984, gettando i primi semi della diffusione. I primi pionieri furono naturalmente stranieri: Fueno (membro dai tempi della campagna del Kansai, ora in Giappone), Michiyo (giapponese, volontaria in Romania per tre anni), Hiroshi (ora ritornato in Giappone), Claire Thomas (insegnante, ora in Francia), Paolo Galliadi (genovese, a Bucarest per tre anni), e infine io, con mio fratello Ivano, stabilmente a Bucarest dall’autunno del 2005. L’attività è sempre stata seguita dai responsabili europei, in primo luogo Peter Kühn e sua moglie Tsuruku, e per un periodo anche Tadayasu Kanzaki.
Rika Sato, la responsabile donne del settore Romania, abita a Deva (450 km da Bucarest), non ha l’auto e i trasporti ferroviari non sono un granché. In Romania non ci sono autostrade, si viaggia a 50 chilometri all’ora su strade statali piene di Tir. Capita anche di fare 400 chilometri per andare a trovare una persona e poi, magari, nonostante gli accordi precedenti, di non trovare nessuno. Si dorme in albergo e sulla strada di casa si ha spesso al proprio fianco il “demone” che suggerisce di lasciar perdere. Ma nei momenti come quello vissuto il 18 febbraio, in occasione della fondazione del settore Soka Gakkai Romania alla presenza di trenta persone, di cui diversi rumeni che raccontano esperienze importanti, allora ci sembra di essere sulla strada buona.
Ora in Romania ci sono ventiquattro membri e i rumeni hanno superato di numero quelli stranieri. In realtà, le persone che praticano costantemente sono otto, ma è già molto rispetto a qualche tempo fa. In futuro vogliamo proporre un’attività diversa: non più meeting piccoli, troppo intimi, ma ogni tanto una grande riunione preparata bene, per i membri di tutto il paese, più adatta al loro carattere. E poi tante visite a casa e tanto Daimoku assieme, nelle loro case.
Un importante contributo ci viene dato dai rumeni che vivono e praticano all’estero, in Italia e in altri paesi, persone di grande valore e dalla fede pura. Contiamo molto sul loro contributo prezioso e li ringraziamo di cuore.
Io sono venuto in Romania dopo aver recitato Daimoku per trovare il lavoro migliore per me e per kosen-rufu. Ho avviato un’attività nel settore del vino con mio fratello Ivano. Vendiamo macchine e prodotti enologici ai produttori di vino rumeni, e questo lavoro ci porta a girare tutta la Romania, con la possibilità di visitare anche i membri più lontani. E questa per noi è una grande occasione per dare il nostro contributo. Lo sforzo di diffondere il Buddismo mi ha permesso di capire meglio la mentalità di una popolazione a cui ora sono molto grato, e questo si riflette positivamente anche nel mio lavoro e nella mia vita privata.

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Con l’unico scopo di migliorare sempre

Appuntamento nazionale per i collaboratori delle tre testate, i traduttori e i membri del Dipartimento di studio per approfondire insieme il senso di queste attività

di Laura Barbieri

«Solo la scrittura che nasce dalla crescita personale, dallo sviluppo e che brucia di una grande passione può ispirare veramente gli altri». Queste parole di Daisaku Ikeda hanno sintetizzato il compito che attende tutti i collaboratori del dipartimento editoriale, riuniti a Firenze sabato 14 aprile. La riunione si è aperta con la proiezione del video della visita di Hiromasa Ikeda in Italia, che ha permesso a tutti i presenti di comprendere quale onore e privilegio sia avere scelto come maestro una persona che le università e le istituzioni italiane premiano come importante promotore della pace e dei diritti umani in un’epoca di conflitti. La laurea in Scienze della comunicazione conferita a Ikeda dall’Università di Palermo, in particolare, mette in risalto il suo contributo nella trasmissione di questi valori e quindi ha un significato speciale per chi desideri diffondere il pensiero buddista nella società. Nel suo intervento, Tamotsu Nakajima ha specificato che la priorità anche in questa attività va al desiderio di realizzare kosen-rufu e alle azioni indispensabili perché si possa concretizzare, prima fra tutte lo shakubuku. Ha poi ribadito che la fede, la convinzione nel potere del Gohonzon, l’esperienza, la dedizione, il desiderio di essere felici insieme alle altre persone, sono gli aspetti da curare costantemente per potere incoraggiare gli altri attraverso i nostri giornali. Inoltre un requisito fondamentale per essere di sostegno ai lettori è quello di sperimentare gioia e passione mentre ci si dedica alle attività di redazione.

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Le nuove edizioni della Rivoluzione umana e della Nuova rivoluzione umana

Queste due pubblicazioni escono in volume doppio. Non si tratta di una semplice ristampa, ma di una nuova edizione vera e propria, rivista dal comitato editoriale della Soka Gakkai Internazionale.

La rivoluzione umana, di Daisaku Ikeda
Volume 1 e 2, € 15,00
Volume 3 e 4, € 15,00

«Nulla è più barbaro della guerra. Nulla è più crudele. Eppure la guerra continuava», così si apre La rivoluzione umana, un romanzo in dodici volumi tramite il quale Daisaku Ikeda racconta l’esperienza di ricostruzione della Soka Gakkai da parte di Josei Toda.
Un’avventura densa di riflessioni sulle difficoltà concrete del momento storico, il secondo dopoguerra, ma dal respiro storico e umano più ampio: l’esperienza di fede maturata durante l’incarcerazione per l’opposizione al regime nazionalista giapponese, diventa per Toda motivo e motore di apertura alla società che doveva all’epoca essere ricostruita dalle proprie fondamenta, quelle spirituali innanzitutto.

La nuova rivoluzione umana, di Daisaku Ikeda
Volume 1 e 2, € 17,00
Volume 3 e 4, € 17,00

«Niente è più prezioso della pace. Niente porta maggiore felicità. La pace è il punto di partenza per il progresso dell’umanità».
Con queste parole Shin’ichi Yamamoto, l’alter ego letterario di Daisaku Ikeda, apre il romanzo La nuova rivoluzione umana, opera in diciannove volumi (nella versione giapponese, quattordici sono quelli già tradotti in lingua italiana), in una sorta di controcanto all’apertura del romanzo La rivoluzione umana. Queste parole sono anche un proposito: il discepolo Shin’ichi raccoglie il desiderio del defunto maestro Toda e inizia a viaggiare in tutto il mondo per intessere dialoghi di pace con ogni sorta di persona, a prescindere dal credo e dalle convinzioni politiche dell’interlocutore di turno confidando, invece, con fermezza nella natura di Budda di ciascuno.

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