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L'universo è il set del nostro film - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 04:22

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    L’universo è il set del nostro film

    Questa volta le voci dei giovanissimi arrivano da un video realizzato da Francesca e proiettato in occasione della riunione giovani che si è tenuta a Cosenza il 18 marzo al Piccolo Teatro dell’Università della Calabria. Slogan: “Il mondo è il vostro palcoscenico”

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    Questa volta le voci dei giovanissimi arrivano da un video realizzato da Francesca e proiettato in occasione della riunione giovani che si è tenuta a Cosenza il 18 marzo al Piccolo Teatro dell’Università della Calabria. Slogan: “Il mondo è il vostro palcoscenico”

    Nel 2008 alcuni genitori cosentini hanno espresso il desiderio che i loro figli iniziassero un percorso di confronto e di approfondimento sulla visione buddista della vita. Visto che mi occupo di teatro per ragazzi hanno pensato di rivolgersi a me e così abbiamo iniziato una serie di laboratori creativi. In quelle occasioni i bambini e i ragazzi si sono conosciuti, hanno disegnato, giocato e recitato Daimoku insieme.
    L’attività dei laboratori è culminata con l’impegno per la mostra “I semi del cambiamento” realizzata nel 2010 a Cosenza. Un’occasione davvero unica in cui i ragazzi si sono sfidati per fare le guide, studiando e superando emozioni e timidezze. Riuscendo ad accogliere i visitatori con dolcezza e a rispondere alle loro domande con competenza hanno dato prova di enormi capacità e di un interesse speciale per il futuro del pianeta.
    Loro mi insegnano a essere legata al cuore del maestro, loro si prendono cura dei più piccoli. Mi hanno insegnato a non far vincere il pensiero, loro sono diretti e senza mediazioni. Mi insegnano che la vita ricomincia in ogni momento.
    Maria Luigia

    Rosa (undici anni): Ho cominciato a praticare due anni fa tramite mia madre. Quando recitava Nam-myoho-renge-kyo pensavo: «Wow! Questo deve essere un incoraggiamento grande!». Io lo sento il Daimoku e almeno a me dà felicità.
    Mi piace l’attività del gruppo Futuro perché stiamo insieme, ci divertiamo e scopriamo delle cose.
    Il mio primo obiettivo è quello di essere promossa a scuola, anche perché sono brava, poi vorrei avere un cane e partecipare sempre a queste riunioni.

    Antonello (undici anni): Ciao! sono nato a Paola e vivo a Cosenza. Conosco la pratica da mamma e da papà, da quand’ero nella pancia di mamma. La pratica buddista è bella. Dell’attività Futuro mi piace lo stare insieme.
    A me piace accompagnare mamma alle attività perché incontro gli amici grandi e anche piccoli, anche se sono solo due. Invece andare con papà alle attività mi rompe. Per me Nam-myoho-renge-kyo è piacevole e bello. Per la Divisione futuro, voglio recitare!

    Davide (undici anni): Ho conosciuto la pratica buddista attraverso mio padre due o tre anni fa. La prima volta che ho sentito Nam-myoho-renge-kyo all’inizio mi sembrava quasi un gioco, perché quelle parole – ero ancora piccolo – mi sembravano un po’ ridicole. Poi crescendo ho capito il senso di quelle parole e della pratica buddista. Nel Buddismo noi siamo il tutto e ho capito che c’era qualcosa di speciale, di diverso da qualunque altra cosa avessi conosciuto prima, una cosa più libera e anche molto più semplice.
    Mi piace fare l’attività perché è una cosa anche divertente, che mi aiuta a capire tante cose che ancora non ho appreso del Buddismo. L’attività Futuro mi sembra già abbastanza completa e a me piacerebbe studiare per comprendere il vero senso del Buddismo, perché a me piace studiare per imparare e per la mia vita fu­tura.
    Per quanto riguarda i miei obiettivi immediati ancora ne ho pochi: cercare sempre di divertirmi, di studiare e cercare di programmare il futuro. Mi piacerebbe approfondire di più la conoscenza del presidente Ikeda.

    Carlotta (sedici anni): Conosco il Buddismo da quasi sei anni, perché mia mamma ha cominciato a praticare quando avevo undici anni e mi ha “trascinato” alle riunioni con lei.
    Devo dire che mi sono sempre divertita alle riunioni del gruppo Futuro perché ridiamo, scherziamo, disegniamo e mi piace andarci. Quando ho saputo della riunione di Roma del 22 ottobre, io ci volevo andare perché tutti dicevano forse ci sarà sensei e volevo andarci per incontrarlo di persona, questo è uno dei miei sogni più grandi.
    Mi sono resa conto che quando recitano Daimoku le persone cambiano in meglio, cambiano gli aspetti brutti del proprio carattere. Posso dire che sono cambiata anch’io. Prima di recitare Daimoku non ero molto brava nei rapporti umani. A scuola me ne stavo sempre da sola al banco a disegnare, ora invece sto con i compagni di classe e rido e scherzo con loro, e questo è un cambiamento che ho realizzato recitando Daimoku.
    Ho più di un obiettivo: il primo è che questa estate voglio andare a Barcellona perché voglio conoscere le origini della mia famiglia, poi trovare il grande amore, forse non è la cosa giusta perché sono ancora molto giovane, ma sicuramente trovare una persona che mi tratti meglio del mio ultimo fidanzato!

    William (undici anni): I miei genitori praticano più o meno da quando sono nato. Penso che la pratica buddista sia molto bella, un simbolo di speranza che serve per creare unità. Penso che stare insieme e praticare il Buddismo sia una bella cosa in modo da continuare a praticare anche quando sarò grande e praticarlo bene. L’obiettivo che voglio raggiungere è imparare cose che non conosco sul Buddismo perché noi siamo il futuro e dobbiamo impegnarci a promuovere il Buddismo nel mondo.

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    Domanda e risposta sulle difficoltà nello studio

    «Non sono bravo nello studio. Se mi paragono agli altri, tendo a sentirmi inferiore»

    Risponde Daisaku Ikeda – Naturalmente sarebbe meglio avere un buon rendimento scolastico. Ma non dovreste assolutamente pensare che non siete intelligenti se fino a oggi avete avuto un cattivo rendimento. Pensare così significa denigrarsi, mancare di rispetto a se stessi. Ognuno di voi è come un forziere stracolmo del massimo potenziale. Ognuno è diverso e ognuno a modo suo è un “genio”. Tutti noi abbiamo la nostra missione. È grazie al fatto di avere una missione che siamo nati in questa esistenza, altrimenti non saremmo nati. Tra gli infiniti pianeti che esistono nell’universo, ognuno di noi ha scelto “questo pianeta” e “questo momento”. Tutto ciò non è un caso. Siamo nati perché il fatto in sé di nascere ha un grande valore. Ognuno ha una missione che solo lui o lei può realizzare. Perciò siamo tutti dei geni in qualcosa, ogni persona a suo modo. In questo momento semplicemente non siete consapevoli del vostro genio. Ma non dovete mai pensare di essere inutili, o di non essere intelligenti.
    Dopotutto, ci sono anche persone intelligenti che si comportano male. Sarebbe meraviglioso quindi che ognuno diventasse un “genio nell’incoraggiare gli altri”, un “genio nel saper rivitalizzare gli altri”.
    In altri termini la “persona intelligente” è chi non si rassegna mai. Non scappiamo da ciò che non comprendiamo, piuttosto diventiamo individui che cercano comunque di capire le cose rimettendo in discussione se stessi. Chi ha un cuore così saldo si può definire una persona intelligente.
    Anche nella società, vincerà sicuramente la persona che serba nel cuore la decisione di non fuggire dalle cose che non comprende e dalle sofferenze.
    È inutile fare confronti con gli altri: è molto meglio decidere di fare ogni giorno un passo avanti nel proprio miglioramento personale, “oggi più di ieri” e di impegnarsi “ancora di più domani rispetto a oggi”.
    (tratto da Daibyakurenge)

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