Abbracciare il Sutra del Loto, l’insegnamento che sostiene la possibilità di conseguire la Buddità in questa esistenza, è il modo migliore per essere riconoscenti nei confronti dei genitori
Il Nuovo Rinascimento presenta alcuni estratti dal volume 25, pubblicato sulle pagine del Seikyo Shimbun. Il testo integrale è disponibile su www.ilvolocontinuo.it
Nella narrazione, l’autore, Daisaku Ikeda, rappresenta se stesso con lo pseudonimo Shin’ichi Yamamoto
Ascoltando queste parole, Masao Sanga si convinse della necessità di promuovere la rivoluzione umana. Eppure, non voleva entrare a far parte della Soka Gakkai. Suo padre, che gestiva un negozio di tessuti per kimono a Niigata, era cresciuto in un quartiere che sosteneva il tempio buddista di un’altra scuola. Si era sempre lamentato con lui che la Soka Gakkai era un’associazione terribile che portava via i credenti alle altre scuole buddiste. Sanga aveva finito con il prendere per vere queste affermazioni.
Il pregiudizio è semplicemente l’accettazione passiva di idee vuote, senza cognizione di causa. Il dialogo buddista è una battaglia contro il pregiudizio.
Masao condivise con sincerità le sue opinioni sulla Soka Gakkai con Yoshihiko Tsunemitsu. «Da quel che so, la Soka Gakkai è una nuova associazione religiosa che aumenta la propria influenza grazie a una propagazione sfrenata, di tipo elettorale. A me non piace affatto. Credo che nella Soka Gakkai non ci sia neppure una vera e propria preghiera, come si addice a una religione».
Tsunemitsu non poté evitare di sorridere, rispondendo: «Masao, tu stai criticando la Soka Gakkai senza sapere di cosa parli. Come membri della Soka Gakkai, noi preghiamo ogni mattina e ogni sera facendo Gongyo, che consiste nella lettura di alcuni brani del Sutra del Loto, la più alta delle scritture buddiste, e recitando Nam-myoho-renge-kyo. Le attività della Soka Gakkai fanno parte di un ampio movimento di base popolare i cui membri si incoraggiano gli uni con gli altri, infondendo speranza e coraggio in chi è stanco o disperato, e rivitalizza le persone rendendole vincitrici nella loro vita e protagoniste nella società. Criticare senza conoscere è una cosa di cui vergognarsi come giovane, anzi anche come essere umano. Secondo me dovresti giudicare solo dopo aver visto con i tuoi occhi, partecipando personalmente alle attività della Gakkai».
Masao non trovò parole per controbattere. Con riluttanza decise quindi di partecipare a una riunione di discussione per verificare di persona la realtà della Gakkai.
Così scoprì che la riunione era un’occasione piena di risate, lacrime di commozione e calorosi applausi di incoraggiamento. Ci fu una donna che raccontò di essersi ammalata gravemente e di essere riuscita a vincere sulla malattia grazie alla fede, e piangendo di gioia affermò con forza la grandezza del Buddismo. Diversi uomini e donne comuni, non preti buddisti, parlarono con entusiasmo della gioia provata nel lavorare per la felicità altrui e per il bene della società.
Sanga rimase attonito di fronte a ciò che vedeva e sentiva.
In quel periodo, le proteste degli studenti della facoltà di medicina dell’Università di Tokyo stavano gradualmente intensificandosi e i disordini nel campus erano drammaticamente in aumento. Cambiare la società e il mondo era una questione importante per molti studenti, come lo era per Masao.
Egli pensò: «La Soka Gakkai sta realizzando una riforma partendo dalla gente comune, aiutando le persone a trasformare la loro stessa vita. E le persone sono la base della società. Questa trasformazione sta cominciando proprio da dentro di loro».
Dopo aver partecipato alla riunione di discussione, e grazie all’incoraggiamento del suo amico Yoshihiko Tsunemitsu, Masao Sanga si unì alla Soka Gakkai con il desiderio di conoscerla meglio.
L’anno successivo, anche Fukutomi entrò nella Soka Gakkai, mentre Tsunemitsu si laureò al Kyushu Dental College e fece ritorno alla prefettura di Miyazaki, di cui era originario.
Al Kyushu Dental College, Yoshito Ouchibori, Sanga e Fukutomi formavano il nucleo centrale dell’attività della Divisione studenti.
Dato che le loro famiglie non avevano approvato il fatto che si fossero uniti alla Soka Gakkai, dovettero affrontare il problema di come far capire ai familiari che cos’è veramente la Soka Gakkai.
Il padre di Ouchibori era un professore delle scuole superiori e sin dall’inizio aveva dichiarato con forza la propria contrarietà alla nuova fede del figlio. Il padre di Masao invece vigilava in silenzio sulla pratica del figlio. Ma poiché Masao poco dopo essersi convertito decise di sposarsi prima della laurea, il padre si adirò e decise di non sostenerlo più economicamente. La Gakkai non c’entrava niente in questa faccenda, ma il padre collegò la sua decisione al fatto di essere entrato a far parte della Soka Gakkai.
Per poter vivere Masao fu costretto a trovarsi dei lavoretti part-time come insegnante nelle scuole private e a fare domanda per le borse di studio.
Il padre di Junnosuke non disse niente al figlio riguardo alla sua nuova fede, ma sua madre non faceva che dire: «Ma cos’ha per la testa Junnosuke!». E dal mese successivo, i genitori decisero di tagliare drasticamente il sostegno finanziario. Perciò anch’egli si vide costretto a cercarsi dei lavoretti part-time come distribuire il latte fresco, fare l’imbianchino o l’insegnante di recupero.
Tutti loro ricevettero continui incoraggiamenti da parte dei membri più anziani nella fede della Divisione studenti. Un responsabile della Divisione studenti una volta li incoraggiò dicendo: «Tra i discepoli di Nichiren Daishonin c’erano i fratelli Ikegami: Munenaka e Munenaga. Yasumitsu, il padre, spinto dal prete Ryokan del tempio di Gokuraku-ji, si oppose alla fede dei suoi figli e per due volte diseredò il maggiore, Munenaka.
«Il Daishonin scrisse ai due fratelli: “Se la propagate [questa dottrina], i demoni sorgeranno certamente. Se così non fosse, non ci sarebbe modo di sapere che questo è il vero insegnamento” (RSND, 1, 446). Il Buddismo del Daishonin è l’insegnamento supremo che permette a tutti di ottenere la Buddità, quindi certamente sorgeranno ostacoli per impedire a questa fede di crescere».
Il fatto che il padre dei fratelli Ikegami, Yasumitsu, avesse diseredato il figlio maggiore Munenaka, costituiva per il figlio minore Munenaga l’occasione di ereditare tutti i beni appartenenti alla famiglia.
Nella società dei samurai dell’epoca di Kamakura essere diseredati significava perdere ogni diritto, la propria posizione economica e il riconoscimento sociale. In altre parole, dietro a questa decisione si celava l’intenzione del padre di rompere i rapporti tra i due fratelli che si stavano impegnando insieme, uniti nella fede.
Il cuore del fratello minore, Munenaga, fu sconvolto da questa vicenda. Il Daishonin, comprendendo la sua difficoltà, nel momento in cui il fratello maggiore venne diseredato per la seconda volta avvertì Munenaga che avrebbe potuto perdere la sua fede e lo incoraggiò, se aveva anche solo un minimo di fiducia negli insegnamenti del Daishonin, a unirsi a suo fratello nel portare avanti la sua fede e nel sostenere di fronte al padre le sue convinzioni.
Il Daishonin scrisse ai due fratelli: «Nelle questioni mondane è dovere del figlio obbedire ai genitori, però, sulla strada della Buddità non obbedire loro può essere la vera devozione filiale» (RSND, 1, 443). Gli insegnamenti del Daishonin rappresentano una nobile filosofia che guida non solo i singoli individui, ma anche i loro genitori verso il raggiungimento della Buddità in questa vita. Quando un genitore impone al figlio di abbandonare la sua fede, la vera compassione del figlio si manifesta nel disobbedirgli. Il Daishonin disse ai due fratelli: «Chi abbraccia il Sutra del Loto ripaga il debito di gratitudine verso il padre e la madre» (GZ, 1528). Impegnarsi sinceramente nella fede e nella pratica buddista è il modo più nobile di prendersi cura dei propri genitori. Questo passo del Gosho, inoltre, può essere interpretato anche in questo senso: chi abbraccia questa fede non deve trascurare i propri genitori. La devozione filiale e il desiderio di ripagare il debito di gratitudine costituiscono la strada che dovrebbe percorrere un buddista.
Nichiren Daishonin afferma che all’inizio ciò che lo spinse a farsi monaco fu proprio il desiderio di salvare suo padre e sua madre (cfr. RSND, 1, 201). Il modo migliore per aiutare e mostrare gratitudine ai propri genitori è trasmettere loro la Legge mistica che permette di conseguire la Buddità in questa esistenza. Come scrisse William Osler, (1849-1919), padre della medicina moderna: «Esiste in questo mondo qualcosa per cui valga la pena lottare fino in fondo, senza passare attraverso una forte opposizione?».
I tre membri della Divisione studenti del Kyushu Dental College rimasero saldi nella fede nonostante l’opposizione dei loro genitori e si dedicarono anima e corpo alla pratica buddista.
Alcuni membri più anziani nella fede della Divisione studenti erano preoccupati per la difficile situazione finanziaria che Junnosuke e Masao stavano vivendo, e si presentarono a casa loro con dei ravioli cinesi e altro cibo. Uno di loro disse: «Osservando le lotte dei fratelli Ikegami, il Daishonin li incoraggiò con queste parole: “Potrà mai esserci una storia meravigliosa come la vostra?” (RSND, 1, 444). Allo stesso modo, vorrei che viveste senza nessun rimpianto, così che le prossime generazioni possano raccontare che cosa avete affrontato per kosen-rufu. Anche il dente più grande misura non più di un centimetro di diametro. Se l’unica cosa di cui vi preoccupate è guadagnare soldi curando i denti, potrete ottenere una vita grande al massimo quanto un dente. Invece, come dentisti dediti alla Legge mistica, alla pace e alla felicità dell’umanità, la vostra condizione vitale raggiungerà un’ampiezza tale da abbracciare il mondo intero.
Ecco perché è così importante che restiate saldi nella vostra fede e pratichiate per tutta la vita, dedicandovi alla missione di kosen-rufu.
Adesso, gustate questi ravioli al vapore. Non abbattetevi perché non ricevete aiuti economici da casa. Mangiate e state su col morale!» .
Mentre li incoraggiava a mangiare, quasi non toccò cibo. Quando i tre studenti ebbero svuotato le loro ciotole, si sentì il brontolio di uno stomaco vuoto: era il suo. Era uno studente dei corsi serali e anche lui non aveva vita facile. La sincerità di quel responsabile toccò nel profondo il cuore degli studenti. Essi furono sostenuti anche dalle attenzioni dei membri della Divisione donne del settore che, ogni volta che andavano a una riunione, portavano ciotole di riso e dolci tipici giapponesi per loro, e li incoraggiavano con affetto. «Siete da ammirare, poiché restate fedeli a questo Buddismo nonostante l’opposizione dei vostri genitori. Siamo orgogliose che dei bravi giovani uomini, che un giorno diventeranno dei grandi dentisti, siano così seri nella pratica buddista. Non arrendetevi, qualunque cosa accada!».
I consigli nella fede uniti agli incoraggiamenti sinceri della famiglia Soka, colmi di calore umano, dischiusero nei loro cuori un profondo senso di missione.
Mentre frequentavano il Kyushu Dental College, Junnosuke Fukutomi, Masao Sanga e Yoshito Ouchibori si impegnavano attivamente nelle attività della Soka Gakkai. Quando parlavano con gli altri del Buddismo si sentivano pieni di energiae provavano la gioia di dedicare la propria vita a kosen-rufu. Le ristrettezze finanziarie non sembravano più essere una fonte di sofferenza. Spesso davanti a una ciotola di ramen liofilizzato [spaghettini in brodo, n.d.r.] dicevano ridendo: «Nel campus si dice che le rivolte studentesche rappresentino il periodo del “potere agli studenti”, ma per noi è il periodo della “povertà agli studenti”!».
Più studiavano gli insegnamenti buddisti sul funzionamento della vita, più si meravigliavano. E ogni volta che partecipavano alle riunioni di discussione ascoltavano le esperienze di uomini e donne che avevano trasformato positivamente la loro vita grazie alla fede, magari dopo essere giunti a una grave impasse in cui avevano pensato addirittura al suicidio, tanta era la disperazione a causa di problemi di salute o di soldi.
Queste esperienze li incoraggiavano, rendendo ancora più profonda la loro convinzione. Creare legami di amicizia e di solidarietà con i compagni di fede, provare gioia, studiare costantemente gli insegnamenti buddisti e condividere le proprie esperienze sono i requisiti fondamentali per approfondire la fede, e per incoraggiare e far crescere persone di valore.
Fukutomi e i suoi due amici ebbero modo di parlare per la prima volta con Shin’ichi Yamamoto in occasione della prima riunione generale della Divisione giovani del Kyushu, il 21 marzo 1973. Dopo la riunione, infatti, i rappresentanti del gruppo universitario e della Divisione giovani donne si unirono a Shin’ichi per un incontro informale al Centro culturale di Kitakyushu. Tutti e tre parteciparono come rappresentanti della loro università. Avevano già completato i sei anni di studi. Fukutomi e Sanga lavoravano in una clinica e progettavano di aprire uno studio privato, mentre Ouchibori era ancora indeciso sul suo futuro e non sapeva se aprire o meno uno studio.
Durante l’incontro Ouchibori, che da sempre a prima vista sembrava intimidire le persone, si fece coraggio e si rivolse a Shin’ichi. Era molto nervoso e aveva un’espressione tesa sul volto.
«Sensei! Vorrei farle una domanda». «Di cosa si tratta?» chiese Shin’ichi, e aggiunse: «Ma perché stai tremando?».
Ouchibori rispose a Shin’ichi: «Attualmente sto lavorando come assistente presso il Kyushu Dental College. Dopo essermi laureato, ho lavorato nella struttura sanitaria di una miniera di carbone, ma la miniera è stata chiusa e così anche la struttura, perciò sono tornato all’università.
Sono molto confuso sulla direzione da prendere, se continuare la carriera universitaria come ricercatore e docente, oppure aprire uno studio privato e offrire così il mio contributo alla comunità».
Shin’ichi gli sorrise e con un po’ di umorismo rispose: «Se hai sempre un’espressione così seria, che quasi incute paura, non riuscirai ad attirare tanti pazienti come dentista privato! Sto scherzando naturalmente. Mi sembra che tu abbia un profondo interesse per la ricerca. Forse per te sarebbe meglio restare all’università e continuare le tue ricerche. Ho l’impressione che tu sia portato alla ricerca e all’insegnamento. In questo caso, spero che tu possa far crescere tanti bravi odontoiatri che desiderano aiutare le persone».
Ouchibori sentì che il consiglio di Shin’ichi si basava su una giusta intuizione del suo carattere. Prese quindi la sua decisione.
Shin’ichi chiese: «Ci sono altri studenti del Kyushu Dental College qui, vero? Cosa avete deciso di fare voi?».
Fukutomi e Sanga si alzarono entrambi e risposero di aver deciso di aprire degli studi privati.
«Bene. Restate in stretto contatto con Ouchibori e con i risultati delle sue ricerche, in modo da poter essere d’aiuto ai vostri pazienti. Se la ricerca non esce dal circolo delle università, è inutile. Inoltre anche i medici che lavorano in privato devono continuare a impegnarsi sempre di più per comprendere come applicare i risultati della ricerca nella loro pratica quotidiana con i pazienti. È importante che le novità della ricerca siano utili ai pazienti. Non solo per i dentisti, ma per tutti coloro che lavorano nella sanità, è importante imparare a mettersi nei loro panni. Sono convinto che ciò che rende un medico un ottimo professionista è la capacità di comprendere i sentimenti dei propri pazienti. In altre parole, è cruciale sviluppare una vera e propria empatia, la capacità di sentire le sofferenze altrui».
Il consiglio di Shin’ichi divenne per loro una guida per tutta la vita.
Shin’ichi Yamamoto disse a Yoshito Ouchibori: «Alcuni studiosi e ricercatori tendono a compiacersi di se stessi e a ritenersi più bravi di altri. Questo atteggiamento può portarli, anche nelle loro ricerche, a non avere una visione abbastanza aperta o la corretta predisposizione a crescere e migliorarsi. È molto importante avere l’umiltà di voler imparare dagli altri. Nell’ambito della fede, in particolare, di sicuro giungeremo a un punto morto nella nostra vita se ci allontaniamo dalla Soka Gakkai e perdiamo lo spirito di ricerca. Spero che rimarrete sempre con la Soka Gakkai e, in armonia con i più anziani nella fede, continuerete a lottare per far avanzare kosen-rufu. Questo è fondamentale».
Ora, quattro anni dopo, Shin’ichi si ritrovava con i tre dentisti al Centro culturale di Kitakyushu. Tutti e tre avevano seguito la strada che avevano scelto. Nel marzo dell’anno precedente, Junnosuke Fukutomi aveva aperto il suo studio privato a Kitakyushu e Masao Sanga aveva fatto lo stesso solo un mese dopo. Fukutomi era responsabile della Divisione giovani uomini del quartiere di Kokurakita e Sanga della Divisione giovani uomini del quartiere di Yahatanishi. Entrambi avevano deciso di rimanere a Kitakyushu per ripagare il debito di gratitudine verso il luogo dove avevano iniziato a praticare il Buddismo, contribuendo alla loro comunità.
Ouchibori era rimasto al Kyushu Dental College come assistente per continuare i suoi studi, e si stava impegnando come responsabile della Divisione giovani uomini nella zona di Kitakyushu. Anche i padri di Fukutomi e Ouchibori erano diventati membri della Soka Gakkai. Il padre di Sanga, anche se non era entrato a far parte della Gakkai, la sosteneva e collaborava in molti modi. Impegnandosi nelle attività della Soka Gakkai, tutti e tre incisero profondamente nei loro cuori il brano tratto da Le linee guida per i giovani, di Josei Toda: «Ci sono ancora tanti giovani che non sono capaci di amare i loro stessi genitori. Come possono pensare di prendersi cura degli altri? Lo sforzo di superare la freddezza e l’indifferenza presenti nella nostra vita e di sviluppare la stessa compassione del Budda è l’essenza della rivoluzione umana» (NR, 487, 5). Essi praticarono il Buddismo con l’impegno solenne di continuare ad amare i loro genitori e ripagare il loro debito di gratitudine.