Il 24 maggio presso i locali della Fornace Pasquinucci a Capraia e Limite si è tenuta la cerimonia di assegnazione del premio letterario “Ibiskos 2013” organizzato dalla Ibiskos Editrice Risolo e dal Centro Culturale Empolese
Ogni anno la casa editrice Ibiskos attribuisce un riconoscimento speciale a organizzazioni che si distinguono per la “sensibilizzazione ai valori della pace”; quest’anno il premio è stato assegnato alla mostra Senzatomica e all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
Gli interventi di Antonietta Risolo, titolare della Ibiskos e presidente del Centro Culturale Empolese, Sandra Busoni, vice presidente della giuria, Riccardo Ceccherini, giurato, e Andrea Ciappi, giornalista de La Nazione, sono stati intervallati da letture di poesie con sottofondo musicale dal vivo.
Il riconoscimento speciale a Senzatomica, che si è tenuta a Empoli (FI) dal 20 febbraio al 9 marzo 2014, è stato così motivato: «Per l’organizzazione e promozione della campagna Senzatomica, rivolta ai cittadini italiani perché prendano consapevolezza della perdurante minaccia nucleare, rifiutino il paradosso della sicurezza fondata sul possesso di armi atomiche e rivendichino il diritto a un mondo libero da simili ordigni».
E a proposito di creazione di valore i rappresentanti dell’Istituto Buddista hanno letto alcune parole del presidente della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda: «Le persone che sanno apprezzare l’arte e la cultura hanno un valore inestimabile. Le vere persone di cultura sono coloro che amano la pace e conducono gli altri verso un mondo di bellezza e speranza […] nutrire e diffondere l’amore per l’arte e la cultura è di vitale importanza per la realizzazione della pace» (Cultura arte natura, esperia 2012, 13).
Silva Niccolai
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A Prato la prima sala multiculto in un ospedale toscano
Dopo il San Camillo di Roma e le Molinette di Torino, l’ospedale S. Stefano di Prato è il terzo in Italia che offre ai pazienti di diverse fedi uno spazio di raccoglimento
La Provincia, l’Azienda ospedaliera di Prato e i rappresentanti dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, insieme ad altre comunità religiose, associazioni e filosofie di vita, hanno firmato il primo protocollo d’intesa toscano che permetterà ai pazienti del S. Stefano, il nuovo ospedale di Prato, di prendersi cura oltre che della propria salute fisica anche del benessere psicologico e spirituale.
Il nuovo nosocomio ha inaugurato una sala denominata “multiculto” che potrà essere utilizzata come spazio di raccoglimento, meditazione, preghiera per tutte le persone che ne avranno necessità, a prescindere dall’appartenenza a qualsiasi fede o convinzione.
Un passo importante verso una società in grado di garantire i diritti dell’essere umano, come quello di assicurare la possibilità di relazionarsi con un rappresentante della propria fede soprattutto in momenti particolari della vita quali il ricovero ospedaliero.
Matteo Pisani
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Se non mi prendo io cura della mia terra, chi lo farà?
Scappare non è la soluzione. I giovani lucani sanno che l’unico modo per cambiare la tendenza alla staticità della loro terra è essere i primi a sfidarsi su questo aspetto
Tito (PZ) – Per incontrarsi la Divisione giovani lucana ha bisogno di vincere l’inerzia dovuta alla scarsezza di mezzi di trasporto e a volte persino dall’assenza di strade; eppure una volta l’anno i giovani della Basilicata si vedono tutti insieme e il 15 giugno si sono riuniti per il loro meeting generale.
Teresa, di Senise, racconta che non voleva restare nel suo paese, ma questa paralizzante lamentela è diventata l’occasione per decidere di cambiare le cose: «Se non mi prendo io cura della mia terra, chi lo farà?». Jonas, di Villa d’Agri, sottolinea che quando ci alziamo per primi, lì dove siamo, vinciamo se nel nostro cuore ricerchiamo lo stesso atteggiamento del maestro: «Sensei si è alzato da solo spianandoci la strada per la realizzazione di kosen-rufu nella nostra terra» ha detto con entusiasmo.
Michele, Roberta e Debora hanno raccontato di come, grazie al Daimoku, hanno preso le redini della loro vita guidandola oltre un sentimento di rabbia e odio, oltre un dolore sordo e cupo presente da sempre, oltre la chiusura culturale dell’ambiente.
Protagonista dell’incontro la disarmante convinzione di alcuni giovanissimi: Aurora Naoko, dieci anni, non vede l’ora che arrivi settembre per poter finalmente frequentare la scuola media e il gruppo della Divisione futuro. Accanto a lei, mentre racconta di aver recitato Nam-myoho-renge-kyo sia perché veniva presa in giro per il suo nome mezzo giapponese sia perché desiderava che la sua classe fosse armoniosa, c’è la sua compagna delle elementari a cui ha parlato del Buddismo.
Tutti sono felici di essere riusciti a partecipare alla riunione e Dino, di Matera, descrive così il suo stato d’animo: «Non riesco a spiegare quello che sento: è come se fino a ieri avessi guidato una Panda e oggi fossi su una Ferrari».
Margherita Berardi
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Il ritmo è quello giusto
Roma – Il 29 giugno si e svolta la prima riunione congiunta delle Divisione uomini e giovani uomini del capitolo Casalotti. L’incontro è stato aperto da alcune parole del presidente Ikeda ed è proseguito con il racconto di esperienze personali di pratica, lettura di brani della Nuova rivoluzione umana e alcuni momenti artistici (la canzone Ningen kakumei interpretata da un cantante lirico, un giovane rapper che ha eseguito un pezzo ispirato alla sua esperienza, un divertente momento teatrale).
La sessione di domanda e risposta col direttore generale dell’Istituto Buddista Tamotsu Nakajima è stata l’occasione per chiudere l’incontro con un approfondimento sulla fede e incoraggiare tutti i presenti.